La brina dell'età non ha smorzato il brio vivacissimo di chi seppe fondere le pagine dell'Ettore ed il racconto del sacco di Roma nel Nicolò de' Lapi; chi non ha letto con vero solluchero i troppo pochi frammenti delle Memorie degli anni giovanili, scorsi girovagando in Italia fra lo studio degli uomini e delle cose?

Giusti, il suo caro amico, lo sollecitava con amorevole insistenza alla pubblicazione di tre altri lavori a cui aveva posto mano, Corso Donati, L'Assedio di Siena e La Lega Lombarda. Che il desiderio del grande Toscano non debba essere più soddisfatto?

XII. Scoperta del Ticino in Italia — Locarno e Magadino — Diversità di sistema metrico — Il Re Gambrino in Italia.

I Ticinesi, malgrado gli Svizzeri oltremontani, sono Italiani. Della Svizzera non hanno che le leggi. Cielo, clima, favella, istoria più ancora che la stessa giacitura del paese li fanno Italiani. Essi sono liberi, ma il giorno in cui tutta l'Italia sarà libera, essi non si chiameranno più Svizzeri. Allora si accorgeranno che i loro altissimi monti li invitano a scendere nella valle del Po, non a valicarli per discendere fra mezzo ad altre razze, ad altre idee.

I Ticinesi non mangiano che pane italiano e respirano aure italiane. Dippiù, chi direbbe Vela uno Svizzero piuttosto che un compaesano di Canova? I Ticinesi non dicono d'essere Italiani più che Svizzeri, non lo dicono mai: ma ad ogni ora lo provano. Il Ticino non diede i congiurati del Grütli, nè gli eroi di Grandson e di Morat, alla Svizzera, ma diede all'Italia soldati ed artisti famosi. I Ticinesi sono Svizzeri nelle sale del loro governo; ritornati al sole, sono Italiani. Se i Ticinesi non fossero liberi, sarebbero ora con noi. Essi sentono tutto il pregio inestimabile della loro libertà, ed ogni volta che l'Italiano combattè per la sua propria si vide al fianco un Ticinese.

Finchè l'Italia non è libera, il Ticino è svizzero per accogliere nelle sue braccia i nostri profughi.

Il golfo elvetico ha sembianze severe. I monti altissimi sfiancati, a gran tratto nudi, scheggiati, proiettano ombre rotte sul paesaggio. Ma Locarno è in uno dei più deliziosi siti del lago, come ne è una delle più belle cittadine.

La passeggiata al Santuario della Madonna, lassù è piena di belle viste. Peccato che da Locarno si vede poco lago.

Magadino, il villaggio del lago forse più conosciuto in Europa dopo Arona, è forse il meno degno di esserlo per tutto che non è commercio. Dieci case, in cui nove depositi di merci, otto venditori di tabacco, sette caffè, sei spedizionieri, cinque alberghi, quattro pubblici funzionarii, tre uffici, due bigliardi, e dappertutto un odor di formaggio che assassina.

A Magadino capitò un giorno, in una sdruscita barcaccia, di cui pagò il nolo cantando una deliziosa barcaruola, la Poesia. Un soldato, che stava all'approdo, veggendo quella figura divinamente strapazzata, tenendola per qualche affare di contrabbando, la condusse nanti il giudice del distretto. Siccome la poverina parlava un linguaggio inintelligibile per le orecchie burocratiche, questi mandò per un mercante che conosceva varie lingue. Il nuovo arrivato le chiese qual mestiere esercitasse.