Allora un pensiero d'inferno balena alla sua mente..... quella mano, che ha fra le dita l'anello nuziale, abbranca ratta un'affilata pietra... Il fidanzato non è più, ma il suo corpo non si è staccato dal funereo amplesso: le braccia, il petto non sono più animati, il volto pallente, la lotta è cessata, ma il nemico resta e implacabile, spaventoso. Ogni sforzo della bella è inutile, lo sterpo si sradica sempre più, ed ella si sente tirare al fondo dell'abisso fra le sue bestemmie all'amante, fra le convulsioni degli sforzi per guadagnare la vita.

Mi svegliai madido di freddo sudore ad una bella aurora, che su tutto il lago spargeva fiori e perle, dopo queste orrende visioni dell'amore della vita, che mi richiamavano ancora confuse le parole a doppio senso del barcaiuolo a me che lo interrogava nella tempesta, se m'avrebbe condotto a riva a nuoto:

— Eh! in queste occasioni non si fanno cerimonie!

XV. Treffiume o Trafiume — Dammi amore e ti do un mondo.

Un bel mattino, di Cannobio m'avviai verso Trafiume di buon passo. L'aria frizzante della valle Cannobina, in cui io m'innoltrava, raffrescandomi tutta la persona, faceva sì ch'io corressi per quella stradicciuola come se avessi le ali ai piedi. Io non correva punto a deliberata meta; correva perchè.... correva!

Chi potrebbe tentare l'enumerazione di tutti i moti dei quali non è ben nota la causa efficiente? Un giorno berresti un fiasco di lacrimacristi, al domani ti spinge una vera necessità di seppellirti lungo e disteso nelle lamentazioni di Young. Quel dì io avrei piuttosto bevuto alla vostra salute un sorso di lacrimacristi e lasciato ad altri il piagnone inglese. Come pensare a tante melanconie quando il cielo è sorridente, fresca l'aura, più verdi le piante, più garrule le rondini, e lo stesso torrente ha voce più armonica? La valle Cannobina triste per avarizia di natura era meno uggiosa. Con queste divagazioni mentre sto per passare sopra un antico ponte, eccomi là in fondo tra i castagneti Trafiume.

Perchè Trafiume s'egli non è a mezzo le acque? Dove sono gli archivii del comune? Le antiche pergamene? Il biricchino a cui io moveva queste domande per appagare il mio onestissimo desiderio di condire al lettore la passeggiata con un cicino di storia secondo i buoni costumi della buona letteratura... Dove mi trovo? Ecco cosa mi tocca con questo benedetto divagare e saltare di palo in frasca! Ah! Eccomi sulle rotaie. Il monello andava a scuola a Cannobio, ove studiava nientemeno che la storia, l'aritmetica, la geografia e la lingua italiana, ed a prova palpabile degli studii portava accollato al dosso un certo zibaldone di libri, o cartellone che vogliate, di tale mole, che il puer sudavit et alsit non fu mai appiccicato sì a dovere. Quel professore in erba mi disse adunque che il villaggio in discorso era Treffiume.

— Caspita! Tre fiumi? Dove sono questi fiumi? Il monello mi guardò estatico, poi di trotto che il fastello dei libri gli saltellava sul dosso, partì in mezzo ad un nugolo di polvere, piantandomi sul ponte a fare conversazione con una antica statua di pietra.

Disperato di non trovare la sospirata etimologia, mi avanzo oltre il paesello nella vallea pensando se non mi sarebbe dato di essere il Colombo dei tre fiumi di Treffiume.

Oh! eccomi chiusa la via: il torrente s'allaga nell'uscire da un oscuro e cavernoso canale fra due roccie ertissime congiunte lassù da un ponte, che da un tempietto valica l'orrida forra.