Bettina, quando Giovanni pose dinnanzi a lei l'arcolaio, scoppiò in una solenne risata..... Il giovane, gettato con ira il cappello in un canto, proruppe:

— Da te io non m'aspettava questa maniera di conforto..... Ma tu hai ragione, tu ignori che questa ruota rappresenta a' miei occhi un mondo d'innovazioni.

Le fiamme avvampano crepitando sotto la caldaia, e già il vapore si sprigiona con veemenza, quando ad un tratto il giovane ottura il foro, da cui si sviluppa fumante... La giovinetta meravigliata si ritrae un passo dal focolare e vede la ruota dell'arcolaio girare rapidissima sopra il suo asse

— Dunque non saremo più costretti a filare, n'è vero, Giannino?

— Qua, francamente: che pensi della mia scoperta? Tu sola la conosci.

La Bettina per dire la verità pensò in quel momento, che se l'invenzione di Giovanni la liberava dalla noia del filare, suo zio, il più intollerante ed intollerabile zio del mondo, non le avrebbe permesso tuttavia di starsene ad udire le novelle colle mani in mano — ed avrebbe voluto dirgli:

— Caro Giovanni, a dirtela tonda, se tu non trovi che questi ordigni, il nostro matrimonio non si farà mai più.... Ed io dovrò essere la moglie d'un mercante d'arcolai? — E l'avrebbe forse detto, se la fronte di Giovanni non fosse stata sì pallida, se gli occhi non avessero interrogato con tanto desiderio... uno sguardo al soffrente fece svanire il pensiero che le balenava in mente. E poi il giovane, se non era un Apollo, poteva tuttavia dirsi una bella e maschia figura d'uomo, e s'egli invece di ritrarsi soletto a pensare le ore e le ore, si fosse mostrato meno restìo ad intervenire ai chiassosi convegni dei coetanei, per l'ingegno non comune e la piacente arrendevolezza dell'indole, egli sarebbe stato in breve tempo l'amico di tutti. Ma il Branca era sì timido! Bettina, se non di ferventissimo amore, lo amava come le donne amano quelle nature tenere, affettuose e pazienti, che s'accontentano di poco o nulla e non sanno mai chiedere.

— Cosa penso io, o Giovanni? Penso che ti amo!

Il Branca fu ad un pelo di cogliere un bacio su quelle labbra tanto eloquenti; ma egli s'era promesso di spiegare alla Bettina quante speranze avess'egli fondate sopra la sua invenzione. Ella si sedette presso al focolare, e Giovanni così prese a dire:

— Che sia sempre benedetto il momento, in cui io ti conobbi... Sì, perchè questa mia invenzione, da cui attendo onore e compenso, non sarebbe, se il pensiero costante di trovar modo di possederti non avesse tutte occupate le facoltà della mia mente. Io non ti spiegherò come il vapore che emana dall'acqua bollente, compresso, abbia una forza movente, nè con quali congegni io sia riuscito a servirmene.