— Menico... il fiore è bello,... ma...

— Ma? Chi disprezza vuol comprare... volete comprarlo?

Giovanni diede uno sguardo a Bettina che voleva dire: Ah! io non lo venderei certamente! e rispose:

— Come fiore trovato nella strada, esso non val nulla; ma se la signora Bettina lo ho gettato a voi, un mondo non basterebbe a pagarvelo....

— Qui sta il nodo.... Signora Bettina, il garofano cadde in istrada non dalla pianticella sicuramente.... Il gambo venne tagliato dalle vostre forbici, è chiaro... È chiarissimo, che non essendo avvizzito, voi non ne avete voluto mondare la pianticella... dunque l'avete gettato per essere raccolto... (davvero che la è da ridere) da me o dal Giovanni?

La Bettina guardò in istrada Domenico e Giovanni che attendevano lo scioglimento della questione; e... che batticuore!... stette un istante sopra pensieri, quindi rispose:

— A voi... Domenico — e rientrò in casa, chiudendo le invetriate.

Domenico diede nel più fragoroso scoppio di risa; Giovanni impallidì, e sentendosi venir meno la vita, s'appoggiò ad un pilastro della casa della traditrice.

***

Giovanni passava ogni ora meridiana sulla spiaggia passeggiando innanzi all'abitazione, ma la gioviale figura della Bettina non compariva più dietro le invetriate del balcone. Sulla sera andava al tempio: la Bettina, sempre colla vecchia fantesca, correva senza degnare d'uno sguardo chi la seguiva. E Giovanni vedeva spesso il mercante di vino entrare ed uscire dalla casa dell'amata con quel suo eterno sorriso sulle labbra!