Un bel dì, sulla via di Trefiume, eccoti dinanzi la Bettina: non so se Giovanni si fosse destreggiato per sapere che quel dì l'andava dalla sua nutrice.
La prima cosa che avrebbe voluto fare il buon giovane sarebbe stato gettarsele ai piedi invocando perdono — di che cosa veramente non sapeva — perchè non so se il naturale ingegno o le meditazioni avessero insegnato ad avere sempre torto colle donne. La seconda sarebbe stato il domandarle se le cure della salute non le permettevano più di stare sul balcone, di passeggiare colla cugina, di guardare dalle invetriate il lago, la sponda e chi passava dieci volte al giorno dinnanzi alla sua casa... La terza — dico terza, perchè le nostre azioni, come insegnavami un sapientissimo professore d'abbicì, non hanno giammai meno di tre motivi — la terza sarebbe stata... ma se io non me la ricordo, a Giovanni non sarebbe mancato modo di trovarne cento... cosa che tuttavia non gli impedì di balbettare maledettamente innanzi all'amata pel motivo — vi faccio grazia degli altri due — che quando l'avvenente fanciulla gli fu vicina, il pensiero che quella cara creatura dovesse appartenere al prosaicissimo mercante di vino gli serrava siffattamente la gola da non lasciargli proferire verbo. Gran demonio è l'amore!
La Bettina non fu meno amabile del solito, sicchè Giovanni rinvenuto dalla commozione fu tanto coraggioso di chiederle il perchè avesse dato a Domenico il garofano che aveva spiccato per lui... La giovinetta arrossì; quindi con quel tatto sì fino proprio delle donne, invece di rispondere, domandò a Giovanni:
— E voi l'avete avuto a male?
— Io ho creduto che voi mi tradiste! Domenico sogghignò così satanicamente (e questa era una grossa bugìa!) Da quel giorno, Bettina perdonatemi, io cominciai a dubitare del vostro affetto... Quanto ho sofferto!
— Io sono sempre la stessa! Gli disse la giovinetta stendendogli la destra.
— Ma perchè destare delle speranze in Domenico, al quale mi diceste di aver negata la vostra mano?
— Che ve ne importa, quando siete sicuro della mia fede? Via, lasciatemi, Giovanni... potrebbe passare alcuno, e allora...
— Che male potete temere? Vi amo, e vi sposerò appena ritornato da Milano.
— A proposito, quando aspettate a partire?