E Bettina era ora la sua sposa!

Mentre fervevano con maggior calore le danze, entrò nell'amplissimo sterrato un giovane pallidissimo, Giovanni Branca.

La navicella che lo trasportava da Sesto Calende stava per approdare a Cannobio, quando il giovane, levando dalle mani la faccia lacrimosa, intese quel mormorìo di lontani suoni che si diffonde armoniosamente nella solenne quiete della notte. La casa dell'amica era immersa come le altre nell'oscurità — ella dormirà certamente, meglio per lei! Ma dal lato opposto del borgo verso il Sasso Carmeno, le finestre e le porte d'una casa erano vivamente illuminate, e le invetriate lasciavano scorgere che vi era festa. I suoni, le grida, accostandosi alla spiaggia, giunsero al suo orecchio più distinte... il contrasto di quella gioia col dolore che lo straziava, piombò sul suo cuore come l'adunco artiglio del lammergeier sulle tenere carni dell'agnello. Si rizzò sulla prua, ascoltò più attentamente un brindisi che echeggiava più sonoro, e fatto ormai certo della sua sventura, gridò ai barcaiuoli:

— Per chi quella festa?

— Domenico sposa la Bettina... Voi giungete a tempo ancora per danzare!

Giovanni barcollò, corse in un canto della nave, gettò nel lago un pesante involto..... Le lacustri ondine intrecciarono una ridda attorno alla macchina del Branca, mentre la Verbania, la regina del lago, disponeva sull'arcolaio le più flessibili alghe, invitando l'infelice amante a scendere nei regni di lei ove avrebbe trovate amorose ninfe per costanza senza pari...

Bettina intravide nella folla l'antico amante, capì l'espressione disperata di quella cera sconvolta, imparò da un'occhiata che pure non era odio la storia della pentola e dell'impressione che doveva fare sul cuore di lui sì appassionato la novella delle sue nozze con Domenico — e nascose sul petto dello sposo la faccia.

Il mercante di vino affidò ad un amico la fidanzata, e andò incontro a Giovanni.

I crocchi zittirono, la musica cessò: pareva che ognuno presentisse qualche cosa di terribile, una lotta.

Menico, sorridente — egli sorrideva sempre — condusse il giovane in una camera vicina, lo fece sedere e gli disse: