— No, non partite, Giovanni, una sola parola. Voi potevate disonorarmi con un detto, strappare questa corona di gigli... Voi siete grande, ed io comprendo troppo tardi di non avervi conosciuto. Non maleditemi perchè ho concessa la mia mano ad un altro... Ma il cuore, o Giovanni, il cuore è sempre tuo...
— Signora, rispose fieramente il giovane sciogliendo le mani da quelle della sciagurata, nessuno v'ha costretta a queste nozze. Quando a Milano mi si trattò da pazzo, io piansi di dolore..... eppure allora io era ancora felice; aveva fede nel vostro amore. Ma ora, Bettina è morta; è morta, vi ripeto; non v'ha più che la moglie di Domenico.....
E scomparve.
Il giovane trovò nella strada la compagnia dei chiassoni del borgo, che egli aveva fatto meravigliare colla nuova scioltezza dei modi e col brioso folleggiare dello spirito: tutti gli si fecero d'attorno, e cantando e schiamazzando, lo trassero pel resto della notte ora in una, ora in un'altra casa, ove nuove libazioni finirono per assopire — buon per lui — ogni ricordo delle sue sventure. Di quando in quando però una nube offuscava la serenità gioviale della sua fronte, ed egli rimaneva un istante pensoso, un istante solo, chè passate le mani sulla fronte, quasi per cacciare una brutta tentazione, ritornava a cioncare, a cantare più strepitosamente. Quando la brigata, scemata a poco a poco dal numero di quelli che restavano a serenare sui canti dove erano sdrucciolati a terra, si trovò dispersa, Giovanni se n'andò a letto, ove i narcotici fumi del vino tracannato non gli risparmiarono di raffigurarsi la Bettina nelle braccia del mercante di vino. Parendogli di soffocare fra quelle anguste pareti, decise d'uscire di casa.
Quando fu sulla scala, ei stette atterrito..... chi non avrebbe detto a prima giunta che nella stanza terrena Bettina, vestita di bianco, lo attendeva, al fondo della scala, là ove gli aveva concesso il primo, il solo bacio?
Giovanni, sentendo mancarsi la persona, si sedette sopra i gradini della scala; non era Bettina, ma un raggio di luna — che richiamandogli tuttavia i primi sguardi e le prime parole d'amore della fanciulla e il convegno in quella stessa casa e il bacio, e i desiderii di gloria e di ricchezza, e la speranza dalle mille lusinghe, faceva più profondo col contrasto del passato l'abisso che lo separava da quei dì avventurosi, perchè la gonfia stupidità del governo spagnuolo non aveva saputo scorgere sulla fronte del giovane modesto la luce del genio, e una donna si era fatto giuoco di lui... Ma egli era senza rimorsi, e questo pensiero sciolse alfine il pianto dai suoi occhi — ne aveva tanto bisogno!
L'alba sorgeva; una luce mal certa cominciava a penetrare dalla finestra, dalle fessure della porta, quando una voce — la voce di quella notte — gridò dalla toppa:
— Piangi, piangi la tua sventura! Non t'aveva io detto che il mondo è degl'insolenti? Osasti a Milano? No. Osasti colla Lisa?
— No, gridò Giovanni sorgendo, ma non ho rimorsi.