PARTE SECONDA Per le valli d'Ossola.

I. La sentinella dell'Ossola — Un bagno da trent'anni — I romantici a Vogogna — Domodossola — Il mercato.

Fra i monti da cui l'Italia è vallata verso settentrione, non v'ha certamente paese più pittoresco e che porga sì largo tema d'ammirazione e di studi quanto il grandioso bacino a cui convengono tra i contrafforti declinanti dalle Alpi Leponzie sette valli variatissime. Pel poeta, pel pittore e per quelli che corrono le cento miglia per vedere un paese straniero, una natura assai volte meno curiosa, quanti spettacoli!

L'antica mitezza dei costumi pastorali, la vivezza dell'aere che frizza sui nervi, la serena pace che qui si respira, invitano a ritemprare il corpo e l'anima.

L'abitare fra le Alpi rivergina le menti. Come l'antico gladiatore di quando in quando soffregava con oleosi sughi le membra, l'uomo — possibilmente — dovrebbe alcuna volta rinfrancarsi all'eloquente parola della natura, poichè il pensiero umano sulle Alpi, come sul mare, ingagliardisce, inspirandosi a quanto di grande emana dalla loro contemplazione. Lassù fra cielo e terra, il cielo ne attira; le basse passioni si spengono poco a poco e le generose si accrescono di coraggio e di forza.

La sapiente antichità bene avvisò che il cielo si scala solo coi monti.

Io quando incontro su queste nostre Alpi tanti stranieri e nessun Italiano, quasi sto per dire:

— Che peccato che sì belle valli sieno in Italia!!

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Prendendo le mosse da Feriolo, la natura poco prima sì rigogliosa e lussureggiante di fiori, di profumi e di verzura ad un tratto raggrinza la fronte e si mostra severa, trista.