— Per la semplice ragione che io non la ritrovai intera.
Io assentii con un profondo inchino alla magniloquenza di quella risposta, e quando alzai il capo, l'Inglese corrucciato, cogli occhiali sul fronte, masticò fra i denti:
— Signore! voi avete sorriso all'Americano quando irrise la nostra povertà musicale. V'attendo.
L'Americano coi capelli pioventi lungo il muso, come un salice piangente ombreggia il tronco de' suoi pieghevoli rami, s'avanzò, squassò la criniera, armò le labbra del più infernale sogghigno, e proruppe nell'attitudine del Mefistofele d'Ary Scheffer:
— Uomo nato sulla terra, io compiango te come questi altri. Ognuno di voi crede che i cavoli maturino meglio all'ombra del patrio campanile. Vi disprezzo perchè egoisti; vi compiango perchè amate un pugno di terra invece d'amare il tutto. Perciò, a conto mio, ti dico: dormi! dormi! poichè non sei atto a spogliare quella veste nessea che tu chiami amor di patria, e che ti darà dolori, non mai gioie. Che Italia mi vai cantando? Vieni con me: t'insegnerà a dimenticarla il piacere.
Un brivido glaciale mi corse per le vene tutte: i denti battevano come le nacchere d'una ballerina nelle ridde della tarantella, e la fronte mi gocciava ad un tempo di freddo sudore; tuonai:
— Larva d'uomo, apprestati a lavare col tuo sangue l'insulto!
Egli crollò le spalle impassibile e s'assise sopra il cassettone aspettando la sua volta.
Il Francese con un fare tra lo sbadato e l'altero mi disse:
— Voi sapete abbastanza che uno di noi due deve morire... e sarete voi...