Nessuno indovinerebbe ciò che io trovai di ritorno all'albergo: sovra un piatto tersissimo di maiolica rossa, coperti da foglie di vite due grappoli d'uva perlati di rugiada... Quella fanciulla invero aveva un bel cuore.

Giammai sì poca moneta fruttò allo zingaro tanto piacere. Il donare è veramente la più squisita di tutte le soddisfazioni... Non è vero, lettrici mie?

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Lettore, hai tu buone gambe? Orsù, in moto; apparecchiati a salire e a scendere, ad arrampicarti e dirupinarti giù dei monti. Se poi non hai buone gambe, fermati a Domodossola, che io ti racconterò storie e ciarle millanta di apostoli e di soldati, di alpigiani e di monti, di foreste e di cascate.

Il sole spunta sulle creste dei monti che si adagiano tra la valle Vigezzo e l'Intrasca: e la più ridente delle valli ossolane svelata agli occhi del cielo e degli uomini intuona il suo inno alla natura.

Appaiatomi con uno di quegli onesti contadini dal saio meno ruvido, dalle grosse scarpe e dagli enormi solini della camicia, che, assiepando la testa — onde non perderla facendo cammino — gli segavano le orecchie, da Santa Maria Maggiore in due ore di cicalate giunsi al Santuario.

— Ha da sapere il mio signore che nell'anno Domini 1494 un certo Zuccone scagliava una pietra nell'immagine della Vergine e la colpiva nella fronte. Pensi quale fu il suo terrore quando vide quell'immagine grondare sangue, e le campane, agitate da mano ignota, suonare a festa! Sicuro, mio signore, che ciò dopo tanti anni potrebbe essere messo in dubbio: ma grazie al cielo i miscredenti qui non possono sogghignare, perchè teniamo negli archivi un atto giudiziale, firmato, bollato ed autenticato dal podestà della valle e da tutti i notai della giurisdizione; e lei, che dalla ciera parmi debba sapere di lettera, capirà che tutti questi scriba non sarebbero andati così d'accordo se il miracolo non fosse stato evidente.

— Tutti quei messeri erano convenuti in Re nell'istante di quel miracolo?

— No, vi convennero chè il miracolo durò diciotto giorni continui, e se la vuol convincersi, venga con me che le farò leggere lo strumento.

— Grazie, amico mio; io sono di quelli che amano meglio di credere che di accertarmi scrupolosamente del fatto.