La val Bugnanco, a destra della Toce, sbocca presso Domo e si stende fino alla cima di monte Crescia, da cui precipita la Bogna, torrente minaccioso che portò molte volte gravi danni alla capitale dell'Ossola. Seguendo il letto della Bogna verso la sorgente, un sentiero scorge alla confine valle di Strumback nel Vallese: non è frequentato che rare volte da quei valligiani. Cisore, i due Bugnanco e Monte Ossolano sono i villaggi più notevoli.
La valle di Antrona da Villa, poco prima di giungere a Domodossola, corre sino al pizzo di Botarello, detto dagli Svizzeri, se non m'inganno, il Fletschorn; valicato il quale, un sentiero guida nel Vallese, nella valle già nominata di Strumback. La valle Antrona è ricca di miniere d'oro, di ferro e di amianto. L'Ovesca, tributario della Toce, vi sbocca presso Villa. La strada di questo villaggio, passando a Seppiana, Monteschieno e Viganella, guida ad Antrona in un altipiano che credesi fosse ne' remoti tempi il bacino del lago. Antrona-piana venne nel secolo XVII distrutta da un'immensa frana staccatasi dai monti imminenti. — Lo zingaro sentì da un confratello di ritorno da una peregrinazione nelle tre valli d'Isorno, Bugnanco ed Antrona quanto sta qui sopra, e per quanto lo solleticasse il desiderio di scoprire terreni vergini ed incontaminati dalle guide, non avendo inteso neppure a parlare di una fata con cui amoreggiando potesse compensarsi della prosaica uniformità delle cose, trascrisse sul taccuino la poco immaginosa descrizione, rinunciò alle trote del laghetto d'Antrona, e s'avviò difilato alla volta della vall'Anzasca.
VIII. L'Anzasca — Un nuovo Messia.
Più splendida giornata di questa non può darsi; tutto parla ai sensi, al cuore, la serena allegria della giovinezza. Dimentica il viatore ogni suo guaio per cantarellare coi passeri, che anche un pessimista non avrebbe potuto immaginare cosa più bella di questo mattino raffrescato da un venticello che vi fa più giovine di dieci anni, e suscita, con una voglia matta di correre, un appetito che non sarà l'ultimo premio ai tentatori delle Alpi.
Un'antica sbilenca e sonante carrettella tirata da un cavallo più spigliato che snello di forme ne porta rapidamente all'Anzasca per la bella strada che quei valligiani intesero di condurre sino alle falde del Rosa da Piedimulera.
Il cocchiere, che non aveva ancora aperto bocca da Domo, accennò in alto un villaggio, Cimamulera, e raccontò come un dodici o quindici anni fa un prete, che vi era curato, seppe con tali squisitissime arti abbindolare la gente semplice e credenzona, che in poco tempo venne idolatrato come novello Messia, e quando poi fu per altri misfatti carcerato in Novara, i montanari, in processione, a piedi nudi, scendevano al piano per andare a liberarlo dai Farisei o morirvi assieme! — Ma un drappello di carabinieri venne inopinatamente ad opporsi alla crociata per liberare dal sepolcro il sedicente Cristo. Fu ad un tempo risìbile e compassionevole il vedere quegli apostoli di una fede che offeriva martiri, dispersi caritatevolmente dai soldati, mentre la Vergine — madre di più figli — S. Giuseppe e S. Pietro erano condotti a Domodossola innanzi al capo della provincia, il quale credette fare cosa assennata, dopo d'avere loro dato una buona scardassata, senza lavarsene le mani come Pilato, rimandarli al loro nido.
Da questo racconto si può dedurre a quali eccessi potesse spingere il fanatismo religioso nei tempi remoti!
Da Cimamulera scorgesi la patria di Dolcino; forse arrisero alla mente del nuovo settario, se non il fine, i trionfi di quell'antico. In nessun modo però puossi far paragone fra i due.
A Ponte Grande salutai riverente un cucuzzolo del monte Rosa, l'Alpe più stupenda dell'Europa per la vastità degli aspetti, e che non la cede al Bianco in altezza se non di pochi metri.
Oh! come è bella la cascata di Valbianca! Poche gareggiano con essa nella catena alpina.