Date loro dell'oro, o roccie avare! Perchè non posseggo io la verga di Mosè? Vi sdoccerei da questa rupe insensibile un torrente di scintillanti verghe.

Resisterete voi al fascino di quanto vi si offre per la vostra ricchezza? Ecco a voi la coscienza dei sacerdoti e dei giudici; a voi pel pane e l'ozio del circo, le ovazioni della plebe; a voi l'arbitrio della fama; a voi chi per trenta nummi tradirà la patria; a voi, per i monili e le perle, la già pudica vergine non riluttante a vostra balìa — la madre, a cui procuraste mense lussuriose, tace ghignando — il marito già vendette la moglie; a voi geloso veleni e coltella; a voi ambizioso chi vi venderà l'ingegno e la fama — al massimo buon prezzo; — a voi vivo ancora monumenti; a voi artisti, che scambiato il vezzo dell'ozioso nell'amore splendido delle nove sorelle, inneggieranno e di mille fantasie abbelliranno la casa; a voi coll'oro la farsa orpellata delle frini o la tragedia a scelta, e, orribile a dirsi, il poeta che canta ed impreca a suono della moneta, della poca moneta, per cui tra secoli, oscurato Mecenate, rivivrete ancora nel sospiro del vate e della ballerina senza procolo!...

Resistete? La vertigine vi attira, la virtù e l'onore impallidiscono al bagliore del vizio seduttore che vi tende le molli braccia..... Un grido forsennato s'eleva dalla folla ubbriaca: la vita è pel piacere — Dio è una noiosa chimera; tutti sacrificano al vitello d'oro, senza che un Mosè spezzi dallo sdegno le tavole sacre sulle loro teste.

Ahi! dolorosa visione! Quanti vid'io nella turba affannata stendere la mano per sacrificare al Dio, che io aveva tenuti con religiosa riverenza come illibati! Attorno al tripudio, apparivano nelle fumose scene della bolgia monumenta e forche, feste e berline.....

O infamia, sclamai cadendo sulle ginocchia, tutto adunque s'immolerà sul tuo altare?

Quando, dalla parte opposta, come in ampia radura sconfinata, vidi raggiante la Carità in atto verecondo sovvenire con mano fratellevole al misero, e così trattenuto il braccio vendicatore dell'ira divina..... Attorno alla benedetta, in cerchio, chi cantò la verità e pugnò per la libertà per solo amore delle gemine sorelle.....

Erano pochi.

X. Stonazioni della fama. — Le Ossolane non sono più quelle d'una volta. — Cajo Mario ed i Cimbri. — Innocenzo IX di Cravegna. — Banchetti funebri. — La valle Diveria.

Di ritorno a Domodossola, senz'altra dimora, corriamo alla valle Antigorio, da cui, per l'altipiano di Formazza e la salita del Gries, discenderemo nella Svizzera.

Crevola trovasi appunto là dove sboccano le valli Divedro ed Antigorio. La maraviglia, l'illustrazione di Crevola — all'ombra di qual campanile non havvi un'illustrazione? — è il ponte della strada al Sempione, che varca per la prima volta l'arrabbiata Diveria; i periti vi dicono che esso è largo otto metri — come la strada — lungo cento e alto trenta. A mezzo un'enorme torre di granito si erge dal letto della fiumana a sostenerlo; scendete la scala che sta presso le casipole vicine e guardate insù — neh, che il ponte ha del pittoresco? Ma gli è pur vero che questo ponte è più celebrato di quanto l'architettura o le difficoltà superate meritino. L'Amoretti lo dice imponente; l'Ebel un capolavoro d'architettura; Boniforti lo chiama famoso se non altro per constatare l'opinione universale. Io mi stringo umilmente nelle spalle e senza detrarre al merito del ponte, faccio a me stesso la semplice domanda: se questo è un famoso capolavoro, quali parole potranno adoperarsi per favellare del ponte sulla Dora del Mosca, di quello sul Niagara in America e del viadotto da Marghera a Venezia?