Compagno mio, non t'incresca di digredere dal cammino per visitare la solitaria vallata di Croveo, che qui appunto schiude le sue porte e della quale nessuno fece mai parola.
Essa sta rinchiusa fra le Alpi culminanti che muniscono l'Italia verso il Vallese, la cortina dei contrafforti che digradano a destra dell'Antigorio dal Reti, e quella della sinistra della valle Divedro. Le tante pieghe delle Alpi Massime che si svolgono in questa conca formano una serie di valloncelli, che nella state verdeggiano per riaddormentarsi poi sotto la neve per sette mesi. Fra queste vallate la più nota è quella di Agaro, piccolo villaggio abitato tutto l'anno, alle sponde del torrente che sbocca poi sopra Croveo; torrente che nel secolo XVI distruggeva interamente il villaggio. Il cardinale Morozzo, considerate le pessime stradicciuole per buona pezza dell'anno coperte di ghiaccio, voleva accordare alla chiesa di Agaro il dritto di seppellire i morti in cimitero proprio senza recarli a Baceno; ma quei montanari ricusarono per non perdere i diritti antichi. Notevole è l'usanza degli Agaresi di convitarsi a funebre banchetto il giorno della tumulazione di un loro consanguineo, uso che dura tuttavia; ignoro poi se non avvenga qualche volta che il più addolorato, mercè a Bacco, non diventi il più brillo.
Giacchè toccai qui di questi usi, aggiungerò che in tutta la valle Antigorio e la Formazza ognuno morendo lascia una o più libbre di sale per ogni focolare del suo villaggio.
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Baceno è un grazioso, pulito, pittoresco villaggio. Nei tempi andati era il capoluogo di tutta la valle Antigorio, come ne è tuttora il borgo più popoloso. Esso siede sopra uno scaglione di monte sulle alte sponde della Diveria, poco lungi da Verampio, sito ove questa mesce le sue limpide onde colla Toce biancheggiante. In Baceno ebbero potenza i feudatari della valle Antigorio.
I più conosciuti per le loro tiranniche giunterie furono i Valvassori De Rodes, i quali tanto malmenarono questi onesti valligiani da eccitarli a sorgere per scuoterne l'iniquissimo giogo. I Valvassori tenevano castello e corte in Premia, ed avevano una certa giurisdizione feudale anche sulla valle Formazza e sulla maggior parte della vall'Antigorio, secondo il diploma di Ottone IV imperatore dato a Pavia il 25 aprile 1210.
Le terre di Baceno producono ancora vino, frumento, frutta ed erbaggi di ottima qualità. La strada costrutta recentemente dal ponte di Crevola e che fra breve — coll'aiuto di Dio e dello Stato — sarà condotta fino al confine svizzero, venne fornita a spese dei comuni della valle con considerevoli sacrifizi, avendo essi dovuto quasi dappertutto tracciarla nella viva roccia granitica, non senza costrurre una serie di ponti sopra i torrenti che ad ogni svolgere di pendice s'adimano nella Toce. Quello che cavalca la Diveria a Baceno, la quale mugge in un gorgo profondo, è dei più notevoli.
XI. Premia — Storia nuova di cose vecchie — La Cravairola.
Premia, mezz'ora sopra Baceno, è un villaggio con discreto albergo. La parrocchiale di Premia venne costrutta dai Valvassori e conserva ancora qualche antica pittura. Amoretti nella sua escursione su queste alture accenna ai granati che si rinvengono in questi dintorni aggiungendo esservene di quelli del diametro di un pollice. Premia è sopra il livello del mare 800 metri.
Entrai nell'albergo con eccellente appetito — che il cielo conservi sempre a me ed a voi, amabilissimi compagni. Nella sala due deschi erano occupati: presso una finestra stavano assisi ad una tavola imbandita di pochi piatti e di molte bottiglie tre uomini, di varia età e d'aspetto signorile, che facevano echeggiare il vôlto del frequente tintinnio dei bicchieri e dei motti che si cacciavano addosso a bruciapelo, il tutto frammezzato da qualche sonora apostrofe al cameriere ed al cuoco. Avevano intenzione di recarsi alla cascata della Frua in val Formazza.... ma dopo tre giorni d'esitazione, s'accorsero che le gambe non corrispondevano all'intenzione e ritornarono al piano. Ma di loro fra poco.