Gius. — Speriamo che non ti sia ingannata.

Prosp. — No, perchè anche il cuoco ed il cocchiere l'hanno trovato meraviglioso.

Gius. — L'hanno assaggiato anche loro? E non l'ha assaggiato nessun altro?

Prosp. — Si, un ditino la cameriera che l'ha trovato sublime.

Gius. — Allora non c'è più da sperare che una cosa: che lo possa assaggiare un pochino anche lo stufato. — Ma avete pensato a quelli che non pranzano mai e desinano di rado?

Prosp. — C'ha pensato lei e basta! Già se lei è rispettato e benedetto da tutti lo deve a questa sua figliuola così cara, bella e buona!

Luig. — Quando la smetti?

Prosp. — Che ho forse da benedire il giorno in cui qualche omaccio ti porterà via dai piedi?

Gius. — Nessuno me l'ha da portar via la mia Luigia: sposare, oh questo sì, se la si merita; ma in casa, sempre con me!

Luig. — Quanto sei buono! (lo abbraccia) Bada, Prospera, che laggiù al cancello c'è un signore e non c'è nessuno ad aprirgli.