Prosp. — Corro io subito. Ma che faccia proibita! Che sia uno degli amici dell'avvocatino Tullio?
Gius. — Possibile che in tanti anni non ti sia svezzata dal metter fuori quanto ti viene in bocca? Davvero che faresti dubitare della perfettibilità dell'uomo!
Prosp. — Scusi, commendatore; ma s'io fossi perfetta sarei troppo noiosa, e poi con sua licenza io non sono un uomo, no davvero! (corre via dal fondo)
Gius. — (E neanche una donna alla tua età: un essere neutro!) Oh! mentre siamo soli, dimmi un po', sei contenta di rivederlo questo cugino che con te forma ora la mia famiglia?
Luig. — Contentissima, e spero che egli sia degno dell'interesse che gli porti.
Gius. — Lo deve essere degno, e lo sarà, se il suo cuore è all'altezza del suo ingegno. Ma il tuo cuore è sempre libero?
Luig. — Liberissimo, te l'ho già detto.
Gius. — Sì; ma da un giorno all'altro voi altre ragazze...
Luig. — Sarà; ma io non preferisco nessuno, neanche fra i giovani ammessi in casa. Non c'ho gran merito, veh! poichè nessuno di loro, fuori dei soliti complimenti, dimostrò mai di voler aspirare alla mia mano... E l'avvocato Silvestri non fa neanche i complimenti!
Gius. — Sfido io: un sostituto Procuratore del Re! Ma è un giovane proprio di proposito, che ha un alto ideale della vita...