Bobi. — Ma è proprio lei l'avvocato Savelli di cui parla il giornale? Me lo davano per uomo di prima gioventù, e lei...

Gius. — Si figuri che io sia della seconda, di quella che non finisce più. Con chi ho il piacere di parlare?

Bobi. — Con me e faccio l'accollatario.

Gius. — Badi che ho smesso giusto ora di fare l'avvocato.

Bobi. — Possibile? Ma se si trattasse d'un affare che le darebbe onore e quattrini?

Gius. — Quanto a quattrini mi contento di quelli che ho guadagnato in quarant'anni di lavoro assiduo; per l'onore, se n'avessi bisogno, sarebbe un po' tardi.

SCENA IV.

SILVESTRI dal fondo. Detti.

Prosp. — L'avvocato Silvestri. Venga, venga!

Gius. — Benvenuto, signor Silvestri. (a Bobi) Ma se io non posso avere il piacere di servirla e le basta un consiglio, ecco un avvocato che conosce la legge appuntino e che è cortese quanto bravo.