Gius. — Poichè è così buon patriotta...
Ger. — Sicuro; ma c'è un ma! Anzi ce ne sono parecchi dei ma! Prima di tutto sono abituato a fare tre piccoli pasti al giorno e non posso in coscienza espormi a farne uno solo, in un ambiente troppo caldo, col pericolo di essere preso dal sonno dinnanzi alla Corte mentre un tal peso gravita sul mio stomaco e sulla mia responsabilità. E poi come potrei espormi a firmare una sentenza di morte, io che ho letto Le ventiquattr'ore di Vittor Ugo condannato a morte? Mandare in prigione un disgraziato, io che so a memoria Le sue prigioni di Silvio Pellico? Non è possibile, sulla fede ch'io giuro! E per tutto l'oro del mondo... o almeno per una bella somma, non voglio espormi al pericolo di una vendetta per punire un uomo che a me non mi ha fatto proprio nulla. Ah! per difendere la società? Bellina la società! Ognuno per sè e Dio per tutti, dico io. E poi c'è dell'altro. Io ho preso moglie da poco.... Chi non fa la sua corbelleria? E mia moglie, non faccio per dire, è giovane e belloccia; lo sa e non le dispiace che glielo dicano. Ora lei mi capisce, colla bottega aperta al primo cavaliere venuto, con tutti i mosconi che ronzano attorno alla donna degli altri, lei converrà con me che non posso occuparmi delle birbonate fatte agli altri, mentre sono sicuro che tirano di farne una a me delle più solenni! Le decorazioni, venderle, questo sì... ma lasciare che gli altri decorino me, no! E poi, e poi che Giurati d'Egitto! Facciano i magistrati, li paghiamo per questo! E che dibattimento, dal momento che hanno potuto coglierli! Che reclusione, che galera! Costa troppo! E se non scappano dura così poco ora anche la galera a vita! Quattro palle nello stomaco ai ladri, dico io, e gli omicida, se non li vogliono impiccare, via, lontano lontano, in un'isola sotto la canicola e che sia tutta tutta ben circondata dal mare!
Gius. (che durante lo sproloquio di Geremia ha scambiato qualche sguardo col Silvestri). — Lo sono anch'io Giurato nel prossimo processo per l'affare Valori. Conosco poi le condizioni che possono esimere da quest'obbligo, che una volta parve il diritto più solenne e prezioso che ci abbia conferito la libertà!...
Ger. — Eh! già, me lo immagino; ma ora le sono quarantottate.
Gius. — Non le domando se sia elettore politico...
Ger. — Credo; ma non ho tempo da perdere.
Gius. — Se abbia compiuto i trent'anni e sappia leggere...
Ger. — Basta che non sia dinnanzi a molta gente.
Gius. — Se abbia subito delle condanne...
Ger. — Un po' di prigione per la guardia nazionale, prima dello scioglimento; nient'altro (ridendo) finora!