Gius. — Se non sia stato Segretario, Direttore o Ministro...
Ger. — Prima d'essere padrone, ero ministro, lo dico senza rossore.
Gius. — Questo sentimento lo onora; ma io parlo di Ministri di Stato.
Ger. — Eh! allora non le venderei le decorazioni!
Gius. — (Le porterebbe tutte lui!) E la salute è eccellente, mi pare?
Ger. — Per uno sposo non c'è male, mi contento.
Gius. — Allora bisogna rassegnarsi a fare il suo dovere, altrimenti incorre in una multa da lire trecento a mille con sentenza della Corte d'Assise, la quale porta con sè il rifacimento di ogni danno e spesa al tribunale, all'imputato ed ai testimoni che nel processo Valori sono oltre al centinaio.
Ger. (scattando in piedi). — E questa si chiama libertà? Alla fin fine non l'ho domandato io di fare il Giurato, e se anche ci fossi stato obbligato, mai per farlo per forza!
Gius. — Signor Geremia, non ho altro consiglio da darle.
Ger. (simulando di essere in collera). — E dal momento che con cinque lire si faceva montar la guardia da un altro, perchè non si può incaricarlo anche di fare il Giurato?