Gius. — Signor Geremei, se desidera anche la mia opinione su questo, le dirò gratuitamente che pretendere una patria senza leggi ed una libertà senza doveri equivale ad essere indegni della patria e della libertà.

Ger. — Avvocato, lei mi manca di rispetto!

Gius. — Sa, con me quest'artifizio non serve: sono venticinque lire che la invito a pagare il mio disturbo.

Ger. (mutando subito tono). — Venticinque lire un semplice consiglio, caro signore?

Gius. — Quando non è cento.

Ger. — Ma per un padre di famiglia?

Gius. — Se non ha preso moglie che ora!

Ger. — Sì; ma nella mia parentela siamo un po' come i conigli... Mettiamo quindici lire, via!

Gius. — Non mercanteggio. (suona il campanello)

Ger. (colla borsa in mano). — Gli affari vanno così male... Eccole un bel biglietto da venti lire, bell'e nuovo...