Prosp. — E con questo? Se mai ci fosse qualcheduno che volesse farsi sotto, gli dicano che perderà il tempo e le spese, perchè l'avvocatino piace agli uomini e alle donne; e quando si piace anche alle donne, significa che s'ha dalla sua tanto i santi lassù... che i diavoli laggiù. (esce dalla sinistra ridendo)

Tullio. — Io temo di capire!

Petr. — E io ho bell'e capito. Il Silvestri si farà facilmente un onorone nel processo Valori, e sarà eletto.

Tullio. — Ma se io contassi sull'influenza di mio zio?...

Petr. — Per approfittarne bisognerebbe passare armi e bagaglio nel suo campo, che è il campo conservatore, il campo del Silvestri; ma allora io ti pianto e ti combatto, e ad ogni modo la tua carriera è bell'e suonata. Se tu invece potessi stargli a fronte nel débat Valori, debutteresti clamorosamente, ed io ti sosterrei, tanto attaccando ogni giorno il Silvestri, quanto facendo la tua apologia, e così il nostro rivale, sia in tribunale, quanto in collegio elettorale, finirebbe per essere completamente ecrasato!

Tullio. — Ma che ecrasato, se l'imputato è contumace e sarà difeso di ufficio! E sai che cosa temo io dopo le parole di quella donna? Che il Silvestri aspiri anche lui alla mano di mia cugina, sì; e così io corro il pericolo di perdere, non solo l'elezione a deputato, ma anche la mano di Luigia, colla eredità dello zio... E l'imputato è contumace! Oh il malfattore volgare! Oh lo stupido brigante cretino!!

Petr. — O la triplice quintessenza d'imbecille che perde l'occasione di scapolarsela con una miseria di condanna!

Bobi (facendosi in mezzo a loro, guardingo, sottovoce). — E se andasse invece a costituirsi?

Tullio. e Petr. (sbalorditi). — Lei lo conosce?

Bobi. — Un momento. Sanno che ha fatto Bobi Lascifare?