Tullio. — È imputato di incendio, furto e tentato omicidio: una stupenda causa.

Bobi. — E se non si presenta al divertimento, sarebbe condannato?

Tullio. — Con tutto il rigore della legge, tanto che se scampa alla pena di morte, non scampa certo alla reclusione a vita.

Bobi. — Mondo... bello! Il gioco è grosso...

Petr. — Ma se si presenta, assistito da un avvocato come lui, una miseria, seppure non è l'assoluzione, il trionfo della innocenza!

Bobi. — Innocenza? Troppo lusso! E costa troppo!

Tullio. — Che costare d'Egitto! Ma neanche un soldo! Non ha capito che, a premio della mia vittoria, ci sarebbe la mano d'una ricca e bella fanciulla, l'elezione a deputato, e una pingue eredità? Ma che cosa vuole che io faccia di qualche centinaio di lire?

Petr. — Fa meglio: se egli conosce Bobi, sa dove pigliarlo e lo induce a costituirsi senza perder tempo, fagli un bel regalo.

Tullio. — Giusto: io darò a lei quanto avrei domandato a Bobi se la sua sorte non fosse legata alla mia ambizione ed alla mia felicità.

Bobi. — Allora qui, due parole all'ufficiale dei carabinieri quassotto, per raccomandare... che mi trattino bene.