Bobi. — Le dirò... sono innocente... in fondo. (Tullio si soffia il naso più forte) Ma si capisce, nei giorni di rivoluzione può capitare a tutti di aprire una finestra credendo di entrare in casa sua... Nella confusione si butta via uno zolfino acceso senza badare dove ti va a cascare... Nei cambiamenti di padroni non si sa più quello che è il suo, e si dà al Valori quello che era diretto al Faustini; quello che ci fece fare lo sciopero e poi ci piantò, figlio d'un cane, senza salvare il babbo!

Pres. — Badate come parlate e dove vi trovate!

Bobi. — Mi scusi; m'ha messo di malumore lo stare tante ore su questa panca... (che venga il bene a chi l'ha fabbricata!) Dunque l'ha visto che la colpa, con rispetto parlando, è del governo che ha lasciato fare quella rivoluzione.

Pres. — Ma come potete avere scambiato il Valori se nell'atto di assalirlo vi scappò di dire: ah! ti colgo finalmente cavaliere! Ciò che fa anche premeditato il vostro delitto...

Bobi (con vivacità). — Per premeditato no davvero, perchè fin dal primo dì dello sciopero glielo dissi sul muso che me l'aveva da pagare! (sensazione nel pubblico e nei Giurati)

Val. — È vero!

Bobi (guardando Valori). — Oh, scusi, non l'aveva visto... Mi pare andato un pochino a male, sa?

Pres. (a Bobi). — Volete tacere?

Bobi. — Gli era il mio principale, gua'!

Pres. — Il Pubblico Ministero crede di dovere aggiungere qualche parola all'esplicita dichiarazione dell'accusato?