ATTO PRIMO
Galleria a vetrate con tre porte: quella nel mezzo in fondo mette nel giardino; quella a destra dello spettatore scorge al quartiere del commendatore Savelli, e l'altra a sinistra alle stanze di Luigia e Prospera ed al resto della villa. Statue, vasi di fiori; un tavolo con giornali, campanello e l'occorrente per iscrivere, a destra; un canapè a sinistra; seggiole e poltrone. È giorno, di primavera.
SCENA I.
LUIGIA e PROSPERA dal giardino.
Luig. (entrando in iscena con un fiore in mano). — Non temi che messo nei capelli questo fiore dia un po' troppo nell'occhio?
Prosp. — A chi? Tanto già non sarà il fiore che il cugino guarderà di più. (mette il fiore nei capelli di Luigia)
Luig. — Non ho fatto un po' di toeletta soltanto per il cugino.
Prosp. — Brava, che dei partiti come te non ce n'è mica molti, mentre di migliori del cugino...
Luig. — Zitta che potrebbe arrivare mio padre. È vero che egli non bada alla ricchezza...
Prosp. — E se non bada alla ricchezza, perchè non ti accorda in isposa all'avvocato Silvestri, giovane bravo e bello quanto un altro, e per di più già sostituto Procuratore del Re?