Questi si era affidato all'Austria e a Napoli, ma l'una voleva Ferrara, l'altro qualche cos'altro; e così i due governi che dal 1792 al 1796 s'erano intitolati i difensori della Santa Sede, non miravano che alle proprie ambizioni e ai propri interessi. Non è da tutti e non era certo da loro combattere per un'idea o una bandiera!

Avvenuto il fatto di Basseville a Roma, da un lato il popolo napoletano faceva un manifesto di fedeltà al re e di guerra ai francesi (strano all'indomani di pace e di fermata neutralità), e dall'altro Mackau, ministro di Francia a Napoli, proponeva al re una spedizione contro lo Stato romano da compensarsi con parte del territorio pontificio.

E invero doveva sorridere alla repubblica di debellare il trono papale colle armi di un borbone, e trascinare la sorella di Maria Antonietta e suocera dell'imperatore d'Austria in una alleanza colla Francia.

E il re, se avesse potuto prendere parte alle spoglie del Papa, si sarebbe accomodato anche alla spedizione, ma i maneggi dell'ambasciatore Giuseppe Bonaparte e l'uccisione del generale Duphot precipitarono gli eventi, e poco dopo Berthier proclamò in Campidoglio la Repubblica romana. Tanto poco occorse a distruggere un vecchio governo teocratico tra l'indifferenza generale, che era forse il maggior sintomo della rivoluzione compiutasi negli animi!

Questa repubblica alle porte del regno e la presa di Malta inasprirono all'ultimo grado la regina che a sua volta, in offesa della neutralità, concesse a Lady Hamilton di far rifornire a Siracusa i vascelli di Nelson, rendendo così possibile la strepitosa vittoria di Abukir.

La corte ne andò in visibilio, richiamò a sè con tutti i lenocini di Emma il trionfatore. Questi, ringraziando Lady Hamilton di aver messo a sua disposizione la fonte d'Aretusa, le aveva scritto di voler tornare o coronato d'alloro o coperto di cipresso. O l'alloro o il cipresso, in questo dilemma è il segreto non solo dei trionfi militari, ma di ogni vittoria morale. Ora esitava; un chiaroveggente presentimento lo tratteneva; ma le parole della sirena furono tali che non seppe resistere, e il vincitore d'Abukir venne a Napoli a essere vinto da una donna, la quale del prode

Che tronca fe' la trionfata nave

Del maggior pino e si scavò la bara

fece un carnefice erotico, sempre senza paura, ma non più senza macchia.

Quando la regina fu oramai sicura di avere incatenato Nelson al suo carro, credè giunta l'occasione, gettò la maschera, e fece partire il ministro di Francia, il regicida Garat, stringendo alleanza anche colla Russia, e volendo assolutamente la guerra, che fu decisa in un consiglio da cui venne escluso il marchese di Gallo che seguitava nella sua politica onesta, seria e accorta, e leggeva nel futuro.