bisogna che un moto profondo di totale disgregamento agiti tutta quella società, che gli pesa sul capo, e lo preme, lo stringe, lo soffoca da ogni lato, poichè è appunto tra quel disgregamento, che ripiglia anima, vita, libertà quel nuovo protagonista, che non ha più nome, ma ne avrà in breve uno «nella storia d'Italia eternamente memorando» il nome di popolo. Quella società, come avete veduto, o signore, non cede il posto così di leggieri e senza lungo contrasto, non piega il capo rassegnata, come nella tragedia manzoniana Ermengarda, la figlia dell'ultimo re Longobardo, non d'altro rea che di discendere da quella progenie d'oppressori,
Cui fu prodezza il numero,
Cui fu ragion l'offesa
E dritto il sangue e gloria
Il non aver pietà;
non sente il distacco dalle cose terrene e gli amari sconforti di Adelchi morente, che esorta il padre a non rammaricarsi del regno perduto, dicendogli:
Gran segreto è la vita e nol comprende
Che l'ora estrema. Ti fu tolto un regno,
Deh nol pianger: mel credi. Allor che a questa