In complesso, adunque, nei tre anni si ebbero ubbriachi 240,866 uomini, e 129,124 donne; queste furono più della metà di quelli. È chiaro che questa proporzione debba variare nei diversi paesi, e come, a cagion d'esempio, le donne siano assai più temperanti nel nostro. Se noi, però, quali bevitori superiamo le donne per numero, ne siamo a nostra volta superati per quella dote, che esse dicono di possedere in grado assai più alto di noi, voglio dire per la costanza. Considerando anche soltanto i casi di alcoolismo acuto, noi vediamo che nella donna la recidiva è frequentissima. Il Verga nella sua bella monografia sull'ubbriachezza in Milano[[IX-9]] ci racconta, che nell'Ospedale Maggiore di quella città alcune donne vennero ricoverate per 4, 6, 8, fino 13 volte in un anno solo, mentre pochissimi uomini vi vennero accolti per più di due volte.

L'alcoolismo, come già altri ebbe occasione di dirvi, è variamente diffuso nei diversi paesi, e ciò dipende meno dal clima e dalla costituzione, che dalla quantità e dalla qualità di alcool che vi si beve.

È noto che le numerose bevande alcooliche differiscono grandemente fra loro per la quantità di alcool contenutovi.

Le birre[[IX-10]] ne sono le più povere. Dalla birra di Berlino che contiene 3,77 volumi per cento di alcool, non saliamo al di là della Porter e della Ale che ne contengono poco più del 7 ed 8 per cento.

Molto al disopra delle birre stanno generalmente i vini, di alcuni dei quali trascrivo qui il contenuto alcoolico secondo Parkes.

Vol. per cento
Champagne5,8— 13
Mosella8— 13
Reno (Johannisb. Hochheim., Rüdesheim.)6,7— 16
Ungheresi9,1— 15
Borgogna bianco (Chablis, Maçon)8,9— 12
Borgogna rosso7,3— 14,5
Bordeaux rosso (Chât. Lafitte, Margaux, Larose)6,8— 13
Bordeaux bianco (Sauterne, Borsac)11— 18,7
Porto16,3— 23,2
Sherry16— 25
Falerno19— 20
Lacryma Crysti19,70
Marsala18,20— 26,3
Madera14— 24,4
Malaga17,2— 28,9

Finalmente per i liquori abbiamo il seguente contenuto procentuale di alcool:

Acquavite30— 50
Whisky30— 60
Cognac55
Taffia62
Gin49— 60
Brandy50— 60
Rhum60— 70

I liquori sono, adunque, assai più ricchi di alcool del vino e della birra; ma se si considera che di queste ultime bevande si usa in misura assai più larga che dei liquori, si comprenderà come anche in esse si possa avere una feconda sorgente di malattie. Un litro di buon vino, o due litri di forte birra equivalgono nel contenuto alcoolico ad un quintino di rhum o di cognac. Lo meditino i bevitori!—

Non meno della quantità debb'essere considerata la qualità dell'alcool che introduciamo. Di ciò venne già parlato da altri miei colleghi; ma io credo necessario di tornarvi sopra, poichè è un argomento della massima importanza nella questione dell'alcoolismo. È ben vero che anche il vino più pretto, in cui è specialmente rappresentato l'alcool etilico, basta a procurarci la malattia con tutte le conseguenze più funeste; come vien dimostrato da questo solo, che l'alcoolismo infieriva anche nell'antichità, quando dell'alcool non si conosceva nè manco il nome; Seneca nelle sue epistole ce ne dà una descrizione esattissima. Ma non è meno vero che le bevande alcooliche, che si ottengono ora da altro che dalla vite, contengono degli alcool diversi dall'etilico, e che sono assai più dannosi di questo. Richardson[[IX-11]] ne' suoi esperimenti trovò che specialmente l'azione deprimente sul cervello aumenta coll'aumentare del carbonio e dell'idrogeno nella composizione chimica dell'alcool; quindi in ragione crescente dall'alcool propilico, al butilico, all'amilico ed al caprilico. Ora, molti liquori contengono parecchi di questi alcool, e l'acquavite di patate (ed in minor misura quella di grano) si distingue per la quantità d'alcool amilico che contiene. Tali bevande riescono, quindi, assai nocive anche quando non sono bevute in larga misura; anche quando la quantità dell'acquavite quotidiana stia molto, ma molto al disotto del litro e mezzo, che è il massimo a cui, al dire di Magnus Huss, arrivano i forti bevitori di Stoccolma.