Ora è notevole che i crimini gravi vi scemavano dal 1851 al 1857 del 40 per 100, e del 30 per 100 le condanne piccole, e che questa diminuzione procede sempre: erano 40,621 nel 1865, calarono a 25,277 nel 1868 (Bertrand, Essai sur l'intempérance, 1875).

E nello stesso tempo la statura media, la vita media, si rialzò (Baer); e calò il numero dei suicidi alcoolici da 46 nel 1861 a 11 nel 1869 e benchè di poco e saltuariamente, quello degli ubbriachi: a Gothemburg, per esempio

del1851si calcolava1ubbriaco su19abit.
1855» 9
1860»12
1865»22
1866»33
1870»38
1872»35
1873»31
1874»28

In Svizzera, in certi cantoni, il nome del beone abituale è affisso dalla questura in tutte le osterie che hanno proibizione di accettarlo (Tissot, op. c., 571).

In Francia oltre le enormi tasse sui vini e gli alcoolici, una legge proposta dal mio amico Roussel ed adottata nel 1871, commina all'ubbriaco: multa da 5 a 15 fr. per la 1a volta; 16 a 25 per la 2a; la prigione da 6 a 12 giorni per la 3a, e l'interdizione per l'alcoolista cronico, e multa all'oste che non impedì o favorì l'ebbrezza (V. Lombroso, Sull'incremento del delitto, 2a ed., Torino, 1879).

Quale di tutti questi rimedi ha prodotto il miglior frutto? Certamente che molte delle misure più energiche, specie delle repressive, non riescirono all'intento desiderato. Noi non ne vidimo un esito chiaro che in Svezia in cui pure non è dimostrato che sia scemato di molto l'uso delle bevande alcooliche; così in America e in Francia, malgrado la legge del Mayne e di Roussel, è certo che sono cresciuti gli alcoolisti, anzi da alcuni si afferma essere stata quella del Mayne più un'arma politica che una misura d'igiene e che il contrabbando degli alcoolici, di cui si fanno rei spesso persino gli stessi legislatori, che la comminarono, vi raddoppi, con una nuova vergogna, quella dell'ubbriachezza.

Nella stessa Gothemburg il nostro collega Brusa si incontrò in due ubbriaconi lo stesso giorno che vi entrò, e in cui per preghiere che facesse non potè ottenere una goccia di vino; e noi vedemmo quanto saltuaria e poi concludente fossevi la statistica degli ubbriachi di questi ultimi anni.

Gli è che, come ben vi notava Bizzozero, nessuna legge repressiva può riuscire completamente, quando vada contro alla corrente dei nostri istinti fra cui tanto primeggia l'eccitamento psichico, che attingesi dal vino.

A Glasgow quando i poveri minatori non hanno denari sufficienti a comperare acquavita, comperano laudano, e così i poveri di Londra quando han fame[[X-17]], e nell'Irlanda quando le prediche del padre Mathieu dissuasero i popoli dagli alcoolici, essi si diedero improvvisamente all'abuso dell'etere, a cui il buon padre non aveva pensato. «Questo, dicevano, non è vino, questo non è gin, questo non ci fu proibito dal padre Mathieu e ci mette in allegria con pochi centesimi, dunque di questo possiamo usarne; e ne usavano ed abusavano sino all'ebbrezza»[[X-18]]. Si calcola che la quantità che ingoiavano in media era dai 7 ai 14 grammi, ma ve n'erano degli ostinati che si spingevano fino a 90. Dopo le prime dosi la faccia si colorava, il cuore batteva più forte, si esaltava la psiche, e quindi si osservava un chiacchierio interrotto da risa smodate, isteriche e non di rado anche da tendenze alla rissa, ma il tutto svaniva con una straordinaria rapidità, lasciando posto ad una calma beata, cosicchè uno poteva ubbriacarsi 6 volte in 24 ore, e ricominciare il dì dopo colla stessa facilità, il tutto per 3 pence. Ma notisi che qualche volta la cosa non andava così liscia e dalla calma dell'etere si passava all'insensibilità e fino alla morte apparente prima, reale poi, se non si ricorreva al respiro artificiale; in altri casi il vapor d'etere prese foco mentre il bevitore voleva accendere la pipa (Revue Britann., 1871).

Tuttavia se non pensiamo che tutte queste misure abbiano approdato, esse giovarono almeno ad una cosa: ad arrestare il maggiore incremento dell'ubbriachezza, che, senza quelle, chi sa a qual grado sarebbe salito. Ed appunto per ciò alcune di queste, specialmente le preventive, si devono cercare d'introdurre da noi. Così ottimo è il consiglio della commissione di Gothemburg di impedire che i vini e gli alcoolici sieno venduti a credito e di dichiarare non validi i contratti eseguiti in cantina e di aumentare e non scemare la penalità nell'alcoolismo specialmente se abituale. Sopratutto bella è la misura di pagare il salario in mano alla famiglia dell'operaio ed al mattino in luogo della sera, e mai nel giorno di festa o in quello che lo precede[[X-19]].