Un'altra reazione per conoscere la presenza dell'alcool in questo liquido si fa coll'aggiungervi un po' di soluzione di bicromato potassico ed acido solforico. Riscaldando il liquido, come vedete, si colora in verde e sviluppa l'odore caratteristico di aldeide.

Dopo questi esperimenti noi dobbiamo dunque conchiudere che in questo liquido vi è dell'alcool, e siccome prima non ce n'era nel sangue, dobbiamo ancora conchiudere che l'alcool bevuto passa nel sangue, donde viene portato in giro per tutto il corpo. Questo fatto che ho voluto dimostrare sotto i vostri occhi mi permette di enunciarvi una legge generale nello studio dei farmaci: che cioè, tutte le sostanze le quali agiscono sul sistema nervoso devono essere assorbite e passare nel sangue prima di poter far sentire i loro effetti. Un'altra legge pure fondamentale nello studio dei medicamenti è questa: che tutte le sostanze le quali agiscono eccitando le funzioni dei nervi e dei centri nervosi, in un primo periodo e per piccole dosi, producono dopo un effetto deprimente e narcotico per dosi maggiori. L'oppio, la morfina, il cloralio, l'atropina e molte altre sostanze agiscono precisamente come il vino.

L'alcool nel momento che penetra nella cellula e nei filamenti nervosi ne ravviva le loro funzioni, li eccita e li stuzzica: ma passato questo primo periodo di esaltamento, se continua ad aggiungersi nuovo alcool alle cellule ed ai nervi, ne succede un periodo di stanchezza. La presenza di questo corpo straniero all'organismo che imbratta il sangue e diffonde i suoi vapori nella sostanza del cervello, modifica i processi chimici, aumenta le resistenze ai movimenti nervosi e genera quella forma particolare di avvelenamento conosciuta col nome di ubbriachezza.

Gli effetti psicologici del vino verranno trattati nelle seguenti conferenze dal più simpatico e dal più popolare degli scrittori italiani, ed io mi guarderò bene dal toccare questo argomento; però siccome fra i fisiologi credo di essere quello che ho fatto il maggior numero di esperienze sulla circolazione del sangue nel cervello dell'uomo, così mi permetterò di accennarvi qualcuna delle mie osservazioni all'influenza del vino.

Vi esporrò il caso di una persona che aveva un'apertura nel mezzo della fronte a traverso cui potevasi vedere nel cranio la superficie del cervello. È un caso interessantissimo che studiai insieme al dottor De Paoli, cui sono grato di avermi offerto un'occasione favorevole quanto mai per completare certi studi sulla circolazione del sangue nel cervello dell'uomo, di cui mi occupo da tempo con predilezione.

Circa 3 anni fa un operaio, per nome Bertino, mentre stava sotto il campanile del suo villaggio fu colpito alla testa da un mattone sfuggito dalle mani di un muratore che lavorava presso il tetto all'altezza di 14 metri. Bertino cadde al suolo come fulminato: ma fortunatamente dopo circa un'ora riprese i sensi; e siccome era uomo molto robusto, guarì rapidamente di questo colpo terribile. Infatti dopo circa un mese partì da Fiano e venne a piedi fino a Torino per farsi curare. Quando lo visitai col dottor De Paoli nell'ospedale di S. Giovanni aveva un'apertura larga quanto un soldo nel mezzo della fronte sotto cui vedevasi pulsare il cervello scoperto.

Tralascio di farvi conoscere minutamente gli apparecchi che costrussi per studiare la circolazione del sangue nel cervello e nell'antibraccio[[VII-2]], perchè non è questo il momento di poter fermarsi sui dettagli di un meccanismo. Vi presento solo questa piastrella di guttaperca che venne applicata sul foro del cranio di Bertino per chiuderlo ermeticamente. Il piccolo tubo di vetro che attraversa la medesima faceva comunicare l'aria che stava in contatto col cervello con un timpano a leva. Ogni dilatazione del cervello, comprimendo leggermente l'aria chiusa nell'apparecchio, solleva la membrana elastica del timpano registratore su cui poggia la leva; e questa scrive le pulsazioni del cervello sopra un cilindro affumicato, che gira con moto uniforme.

Il giorno 27 novembre 1877 stabilisco col dottor De Paoli di fare una esperienza per vedere quale azione esercitasse il vino sulla circolazione del sangue nel cervello. Gli applichiamo l'idrosfigmografo sull'antibraccio destro, sulla fronte l'apparecchio registratore dei movimenti del cervello, e scriviamo contemporaneamente il polso di queste due parti del corpo.

Nella figura 1 la linea A rappresenta il polso dell'antibraccio. Ad ogni battito del cuore la linea si solleva e subito dopo si abbassa, formando nella discesa una seconda elevazione meno pronunciata. Le singole pulsazioni non si dispongono su di una linea orizzontale.

In Bertino, come in tutti noi, durante la respirazione naturale e tranquilla succede una diminuzione di volume delle mani e dell'antibraccio, ed è precisamente nel principio dell'inspirazione che la linea del polso si abbassa, come vedesi nei punti segnati colle lettere i i. A queste sinuosità ho dato il nome di oscillazioni respiratorie.