Il tracciato del polso preso coll'idrosfigmografo sull'antibraccio mi aveva dimostrato chiaramente che Bertino era spossato dalla fatica, che i suoi vasi sanguigni erano rilassati e molto deboli le contrazioni del cuore. Egli aveva bisogno di rifocillarsi. È questo un grande vantaggio dell'idrosfigmografo di rivelare tali particolarità nella forma del polso che indipendentemente dal ritmo dei battiti cardiaci si può distinguere facilmente solo guardando il tracciato del polso, se una persona ha mangiato poco prima, o se pure è digiuna, e se digiuna, se ha bevuto del caffè, oppure dell'alcool[[VII-4]].

Alle 2 pomeridiane Bertino ritornò nel laboratorio. — Ricominciate le osservazioni trovai che il polso nell'antibraccio aveva la stessa forma di prima. Meravigliato che non si avverasse quanto avevo sempre osservato sopra di me e sopra dei miei amici dopo la colazione od il pranzo, mi venne il dubbio che egli avesse risparmiato le cinque lire. Assicuratomi prima che l'idrosfigmografo e l'apparecchio per il polso del cervello fossero bene in ordine, chiamai Bertino per nome e quindi gli dissi con tono piuttosto risentito che non aveva mangiato. Egli dovette essere stordito dalla sicurezza con cui gli feci quest'accusa: divenne pallido in volto e mi disse che non aveva mangiato, perchè sperava di ritornare a cena colla sua famiglia: quindi abbassò gli occhi al suolo e mi accorsi poco dopo che aveva le orecchie vivamente arrossate. Durante questa profonda emozione l'afflusso del sangue al cervello divenne così forte che comparve improvvisamente un movimento pulsatorio nel tracciato scritto col timpano registratore: e questo movimento sincrono alle contrazioni del cuore si conservò per circa 30 secondi nella cicatrice che ricopriva il cervello.

Fig. 3. Polso dell'antibraccio a digiuno.

Le figure 3 e 4 ci danno un esempio dell'influenza che il vino ed il cibo esercitano sulla circolazione del sangue. A mezzogiorno ero ancora digiuno quando scrivo il tracciato del polso nell'antibraccio coll'idrosfigmografo (Fig. 3).

Fig. 4. Polso dell'antibraccio nella medesima persona dopo che mangiò due uova con un po' di pane e bevette due bicchieri di Marsala.

Quindi mangio due uova con un po' di pane e bevo circa 220 centimetri cubici di Marsala. All'una e mezzo scrivo nuovamente il polso ed ottengo un tracciato così diverso dal primo che non ho bisogno di insistere con parole per rilevarne la differenza (Fig. 4). Il polso che prima era tricuspidale è divenuto catacrotico.

Il problema più importante riguardo all'azione fisiologica del vino è di sapere se l'alcool sia un alimento; se il vino, cioè, può aggiungere forza all'operaio che lavora, o se non sia altro che un veleno il quale esalta, inebria ed abbrutisce l'uomo, gettando delle intere famiglie nella disperazione, o nello squallore della miseria.

Ridotta ai minimi termini la questione sta tutta nel vedere, dove va, e come si trasformi l'alcool che noi beviamo.