Il sangue scorrendo continuamente in tutte le parti del corpo per alimentare la fiamma della vita, spazza nello stesso mentre i più remoti ripostigli del nostro organismo dalle fuliggini della combustione e raccatta da per tutto i detriti del disfacimento per trasportarli ai reni, dove li filtra e li rigetta all'esterno coll'orina.
Se noi raccogliamo il liquido emesso nelle 24 ore e lo trattiamo convenientemente, si ricavano in media 24 grammi di questa sostanza bianca e bene cristallizzata che ha ricevuto il nome di urea. Come vedete dalla dose giornaliera di urea contenuta in questo vaso si tratta qui di una quantità cospicua di materie solide che vengono emesse nelle 24 ore. E si noti che questi 20 grammi di urea ci rappresentano solo l'azoto delle sostanze albuminose che vennero distrutte in un giorno nei tessuti del nostro organismo.
Nel gennaio dell'anno scorso il dottor Munk fece a Berlino le seguenti esperienze. Prese parecchi cani ed amministrò loro per alcuni giorni una quantità di cibo tale che rimanesse costante la quantità di urea emessa: quindi mescolò col cibo dell'alcool, adoperando alcune cautele gastronomiche perchè gli animali non se ne accorgessero e determinava ancora la quantità di urea emessa. Egli trovò che dosi moderate di alcool, quelle che hanno solo un'azione eccitante senza ubbriacare, diminuiscono la produzione di urea dal 6 al 7 %. Ciò vuol dire che l'alcool adoperato con sobrietà può considerarsi come una sostanza nutritiva perchè diminuisce e rallenta il consumo del nostro organismo.
Quando Munk amministrava dosi tali di alcool da produrre l'ubbriachezza, od anche solo uno stato di depressione e di sonno, aumentava pel contrario la produzione dell'urea ed in alcuni casi del 10 p. % sopra la dose normale.
Citai subito le recenti esperienze di Munk, quantunque fosse già stato preceduto da altri, per tralasciare tutta una lunga serie di controversie di cui sono pieni i libri di chimica fisiologica su cui non ho tempo di trattenervi. Sarei però ingiusto se non ricordassi le ricerche del Liebig che rimarranno immortali nella storia del vino. Ecco come egli si esprime in proposito nelle sue lettere sulla chimica.
«Quando un uomo che lavora e non si guadagna colle sue fatiche quanto gli è necessario di alimenti, per cui possa intieramente restaurare le sue forze ed attitudine al lavoro, una ostinata, inesorabile necessità di natura lo spinge a ricorrere all'uso del brantwein; gli tocca di lavorare, ma a lui, per l'insufficiente nutrimento, viene ogni giorno mancando una certa quantità di forza per sostenere la fatica; il brantwein, per l'azione sua sopra i nervi, gli permette di fare, a spese del proprio corpo, riparo alla deficiente forza, per ispenderne così oggi quella quantità che si sarebbe dovuta porre in risparmio pel giorno successivo. È come una lettera di cambio sulla salute; una lettera di cambio, che bisogna prolungare sempre, perchè mancano i mezzi di saldarla; il lavoratore consuma il capitale invece degli interessi, quindi segue in ultimo l'inevitabile fallimento del suo corpo»[[VII-6]].
Le osservazioni fatte nell'armata prussiana hanno dimostrato che gli affigliati alle società di temperanza quando sono chiamati sotto le armi resistono assai meno alle marcie ed alle fatiche del campo. Come pure è ammesso da tutti gli igienisti che se nella guerra del 1870 e 71 la salute dell'esercito tedesco fu eccellente, questo si deve a ciò che l'esercito invadente conquistava un paese vinifero.
Si è molto disputato intorno ai vantaggi e ai danni che può arrecar l'alcool. Dopo che lo storico Macaulay rivolse la sua attenzione all'influenza che potè esercitare sulla politica dell'Inghilterra il caffè nel secolo XVII; molti domandano ai fisiologi se il vino, la birra, l'acquavite agiscano sul carattere e sullo sviluppo intellettuale delle varie nazioni.
Credo sia molto difficile per non dire impossibile di rispondere con sicurezza ad una tale domanda; però, giacchè un mio amico accennò in queste conferenze l'opinione del prof. Lombroso intorno alla distribuzione geografica delle bionde e delle brune, dirò che ora nell'Europa in generale sono cattolici i paesi del vino, sono protestanti quelli della birra, e finalmente quelli che bevono l'acquavite sono petrolieri o nihilisti.
Le osservazioni del fisiologo sull'azione del vino non possono arrestarsi all'uso moderato di tale bevanda. Vi sono dei fenomeni più gravi e non meno interessanti pel medico; vi è per disgrazia tutta una serie di fatti che degradano la dignità dell'uomo, e da cui avrei desiderato tener lontana la vostra attenzione, se non fossi obbligato di parlarvene. Per vincere la naturale ripugnanza che ho nel trattare questo argomento devo pensare alla compassione che desta in noi la vista di tanti sventurati che si avvelenano coll'alcool. e al desiderio che nasce spontaneo di sapere quali soccorsi si possano prestare nei casi più gravi di avvelenamento per alcool.