Nei bambini i sintomi dell'ubbriachezza alcoolica rassomigliano a quelli dell'avvelenamento con sostanze corrosive che siano penetrate nello stomaco.

Il cuore è di tutti gli organi quello che risente meno l'azione dell'alcool. Il polso delle arterie prima forte, frequente, duro: dopo è debole, lento, cedevole. L'abbassamento della temperatura può raggiungere 2° o 3° centigradi.

Quanto ai movimenti dirò che chi è brillo prova la sensazione piacevole di essere più leggiero: il suo gesto è concitato: balla e salta volentieri.

Il primo disordine nella coordinazione dei movimenti compare nelle parti più lontane dal cervello, nelle gambe, che cedono sotto il peso del corpo, vacillano e si incrociano.

L'ubbriaco cammina a stento, non può seguire una direzione costante, ma dondola, serpeggia, barcolla: è incapace di voltarsi con movimento improvviso senza perdere l'equilibrio: si trascina lungo i muri ed è specialmente nella discesa dove più facilmente inciampa e stramazza al suolo.

In un libro tedesco ho trovato una giaculatoria scritta nel 1450 con cui si benediva il vino. Questa preghiera della sbornia finiva presso a poco colle seguenti parole:

«Difendimi, o Dio, anche dal cattivo incontro dei cespugli spinosi quando dovrò scendere giù nella valle. Reggimi sulle mie gambe; fa che io ritorni allegro a casa dalla mia donna, ed io sappia tutto ciò che essa vorrà domandarmi: ed ora salvami, o Dio, da una sconfitta»[[VII-7]].

L'effetto paralizzante del vino si diffonde poco per volta alle braccia. Le mani tremano, l'ubbriaco è meno destro nel mescere. Ne vidi uno che per accendere un mozzicone sciupò un'intera scatola di solfanelli, scottandosi il naso e le labbra ed abbruciandosi i baffi, senza che la fiamma potesse arrestarsi un momento sotto la punta del sigaro.

Ma più degradante è lo stato di un uomo affogato nel fumo di una taverna che non sa più dove abbia la bocca e porta incerto il bicchiere sotto il mento per versarsi il vino sul petto. La testa ciondola da tutte le parti, perchè i muscoli del collo non la reggono più sulla colonna vertebrale. Basta tagliare i muscoli dell'occipite ad un cane perchè esso prenda immediatamente l'aspetto e l'incesso di un cane ubbriaco.

Nelle persone molto eccitabili compaiono degli accessi maniaci come di pazzia convulsiva. Oppure si manifesta improvvisamente una depressione profonda cui succede un collasso inquietante. È così che alcune persone cadono al suolo e sono per lungo tempo incapaci di muoversi. Nell'inverno questi ubbriachi abbandonati a loro stessi muoiono pel freddo. Alcuni altri nella stagione meno rigida essendo rimasti per oltre 24 ore nella medesima posizione tenendo un braccio schiacciato sotto il peso del proprio corpo, perdettero dopo la mano per cancrena ed ebbero tutto il braccio edematoso.