CONFERENZA
DI
ERNESTO MASI.

Me ne dispiace per voi, ma anche questa volta la politica ne ha fatta una delle sue, ed ha privato voi del piacere di ascoltare Ferdinando Martini ed ha costretto la Direzione delle Conferenze, in tanta pressura di tempo, a incaricar me di sostituirlo.

Non ho voluto sostituirlo anche nel tema, che spero egli potrà trattare prima o poi, ed ho preferito tentar di riempire alla meglio un vuoto, che anche alla Direzione pareva fosse rimasto nel programma di quest'anno, parlandovi delle società segrete di Romagna e della Rivoluzione del 1831.

Quello delle società segrete in Italia è un tema attraente e difficilissimo.

Perchè sia attraente, non ho bisogno di molte parole per dimostrarlo. La sua attrazione, se altro non ci fosse, sta in quell'aggettivo: segrete. Scoprire un segreto? che cosa c'è che metta in maggiore agitazione tutte le fibre della povera e limitata natura umana? che cosa c'è altresì di più comune? Il mondo intiero è un segreto e tentare di scoprirlo, e illudersi ogni tanto d'averlo scoperto, è forse il solo perchè di tutta la nostra esistenza. Basta dire quindi: società segrete, e l'attenzione, la curiosità si svegliano subito da per sè. Lo stesso Goldoni, che di tutto faceva soggetto d'osservazione comica, ha tratto dai primordi delle società segrete la materia d'una sua commedia: Le Donne curiose, e le quattro donne della Commedia rappresentano appunto la società, che fantasticava in mille guise sul mistero di quelle congreghe, le prime Logge dei Frammassoni, introdottesi per opera d'Inglesi girovaghi, alla metà circa del Settecento, prima in Firenze, poscia in Venezia ed altrove.

Attraente il tema è dunque di certo.

Difficilissimo per più ragioni. Dove trovare il documento schietto, immediato delle congiure?

Presso il cospiratore?

Ma il cospiratore avvezzo a simulare e dissimulare, a nascondere, a travestire il pensiero che lo agita, ben di rado lascia tracce del suo passaggio. Se anche ebbe momenti di abbandono, se si lasciò andare a confidarsi a qualcuno, ad un amico, ad una donna, se possedette una lista di nomi, una descrizione di luoghi, uno statuto, un formulario, un credo della sua fede politica, se mai scrisse o ricevette una lettera, un avviso, un messaggio, non velato abbastanza sotto il gergo geroglifico della setta, bastò una visita inaspettata, una scampanellata notturna alla porta di strada, un rumore insolito in casa, una faccia sospetta, che passasse, perch'egli in un subito facesse su alla rinfusa le sue carte e le gittasse in un nascondiglio impenetrabile o sulle fiamme.

Negli atti delle polizie inquirenti e sorvegliatrici?