Accettare il papato, viver tanto,

Morire in carneval per esser pianto:

vendetta d'epigrammi, la sola, quasi, che il buon umore romanesco abbia mai fatto dei martirii della Romagna. A Leone XII successe per pochi mesi Pio VIII, vecchio ed infermo, e per lui regnò il cardinale Albani, vendutosi al Metternich e quindi anima dannata dell'Austria.

Ma morto Pio VIII, ecco le sètte politiche, già sgominate in Romagna dal Rivarola, dall'Invernizzi e dall'Albani, ripullulare, riagitarsi, ripigliar vita e vigore, e colle sètte cooperare questa volta (novità e progresso notevolissimo) ogni ordine di cittadini; prova questa che le sètte politiche non erano poi state, come tanti pretendono, inutili del tutto. Senza di esse questa fiamma, che ora si dilatava così rapida e larga, si sarebbe probabilmente spenta del tutto.

Anche le forme della cospirazione furono però questa volta più larghe e più elastiche delle solite; troppo elastiche, direi, perchè da un lato vi s'infiltrarono intrighi d'ogni guisa, dall'altro, un cosiffatto spirito curialesco, che, quando si venne ai fatti, il nominalismo politico più vacuo e le illusioni più smisurate non lasciarono campo nè a conoscere e valutare la realtà dei fatti, nè a partiti decisi, nè a resistenze pertinaci.

Per intendere ciò che accadde a Bologna il 4 febbraio 1831 bisogna rifarsi più indietro e più lontano.

Le giornate di luglio del 1830 rovesciarono in Francia, come a tutti è noto, Carlo X ed i Borboni, e surrogarono a questi Stuardi del trono francese la quasi legittimità di Luigi Filippo d'Orléans.

Chi avesse, signore, interrogata una nostra vecchia conoscenza, il Principe di Talleyrand, su questo mutamento, si sarebbe sentito rispondere: «uhm! stavo giuocando al whist, e non me ne sono accorto; ma non me ne maraviglio. I Borboni son gente incorreggibile!» E chi si fosse poi meravigliato di vederlo, lui, subito, in settembre del 30, andare ambasciatore a Londra di Luigi Filippo, e gli avesse chiesto in che vecchio granaio avesse già riposto quel suo famoso dogma della legittimità, che avea sbandierato nel 15: «oh bella!» egli avrebbe ancora risposto, «dal momento che la legittimità tradiva, bisognava bene salvare il principio monarchico, surrogando il ramo cadetto al ramo primogenito della famiglia reale, come s'era fatto in Inghilterra nel 1688!» Impagabile, come tipo, e difatto a tutt'Europa, si può dire, è costato tesori!!

Lasciamolo dunque avviarsi a Londra,

Beccando i frutti