Non avendo altra industria che la terra, queste masse, che per giunta hanno assistito per un secolo alla usurpazione delle terre pubbliche, che vi assistono tuttavia, non amano le classi medie. Non amavano nemmeno l'aristocrazia; ma essa aveva almeno il prestigio del nome e della tradizione.
Quando venne l'onor. Castagnola insieme alla Commissione d'inchiesta sul brigantaggio giù nell'Italia meridionale, fu vivamente sorpreso di quest'odio che esisteva tra possidenti e salariati, fra galantuomini e cafoni, come si dice da noi, all'indomani stesso della rivoluzione liberale del 1860.
Prima del 1860 quasi nessun contadino sapea leggere; un certo numero di possidenti delle campagne ignorava persino le prime e più elementari nozioni. Superstiziosissime, per razza e per natura avventurose, abituate per secoli a vedere il più forte opprimere il più debole, le masse consideravano il brigante come il vindice dei torti che la società loro infliggeva.
Ora i Borboni di Napoli, la cui colpa suprema fu non già la crudeltà, come si ripete a torto, ma la paura, che nei regnanti è madre della crudeltà, ed è peggiore di essa, non concepivano nemmeno che il popolo potesse essere altra cosa fuori di quello che era. Molti provvedimenti vollero per migliorarne le condizioni, nessuno per educarlo. Sentivano che la loro fortuna era appunto nel disporre di una forza cieca da scatenare contro le classi medie, tutte le volte che esse si mostravano desiderose di ordinamenti nuovi.
Non solamente durante il 1799, ma durante la monarchia francese, ma nel 1820, ma nel 1848, ma nel 1860, i Borboni ebbero il brigantaggio come suprema difesa. Il brigantaggio era il modo di sfogare tutte le vendette.
Era un'onda cui non si resisteva: secondata dai preti, fatta servire alle passioni locali, inasprita da tutte le sofferenze, quest'onda irrompeva terribile e devastatrice.
Passato il pericolo, restaurate le sue basi, la monarchia premiava i più fortunati, i capi delle insurrezioni e perseguitava e sterminava gli altri; tranne a ricominciare ove ne fosse il bisogno.
Così nella storia del brigantaggio, noi troviamo due forme distinte: i briganti comuni erano o delinquenti desiderosi di far fortuna e di sfogare i loro istinti, o poverissimi uomini spinti dalla fame e dalle ingiustizie a mettersi contro la società.
Oltre di questo vi è stato un vero brigantaggio politico, che riunendo gli elementi che già v'erano, e rivolgendosi alle masse e svegliando istinti rivoluzionari, è stato sostegno della monarchia e da essa a volta a volta creato e distrutto.
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