La popolazione tutta intiera si recò a Maida a riprendere i suoi preti, fra le grida di giubilo e d'allora Serra non ebbe mai più un brigante.

«Ove i popoli sono infieriti con le armi — ha detto Vico — talchè non vi abbiano più luogo le umane leggi, l'unico potente mezzo di ridurli è la religione.»

Oltre gli uccisi, il cui numero è assai difficile indicare, 1200 briganti furono rinchiusi nelle diverse prigioni della Calabria.

Sotto la più terribile delle persecuzioni i capi si videro abbandonati dai seguaci; resa loro impossibile la comunicazione con coloro che erano nei paesi e che li aiutavano, fucilati costoro su semplice sospetto, messe grosse taglie sui briganti più noti, l'avidità, il desiderio di salvarsi fecero sì che molti tradirono o vendettero i compagni.

La fine di molti briganti fu crudelissima.

Più terribile, più tragica di tutte la fine del brigante Bizzarro. Attorniato da ogni parte, abbandonato da tutti, si era ridotto nel bosco di Rosarno con la sua amante Niccolina Licciardi di Seminara e con i suoi due terribili mastini, divoratori di uomini. L'amante avea dato da pochi mesi a Bizzarro un figliuolo, e nelle lunghe fughe precipitose, nelle peregrinazioni dolorose la donna portava a braccia il bambino: madre e amante fedele nel periglio.

Bizzarro si era ricoverato in un antro solitario, noto forse a lui solo, e di cui l'entrata assai angusta era difesa e nascosta dai rovi e dalle erbacce.

Ora il bambino che avea sofferto di quella vita errante piangeva sempre. La donna cercava invano di attaccarlo al seno esausto: la notte sopra tutto non facea che gridare. Una notte in cui le grida erano maggiori e i terribili cani guaivano quasi per segnalare l'avvicinarsi di gente, Bizzarro esasperato, temendo di essere scoperto, prese il figlio per un piede e lo fracassò contro il muro.

La donna non disse nulla.

La mattina, quando il brigante fu uscito scavò con il coltello una fossa nella grotta e vi seppellì dentro il figliuolo e pose sopra il letto, perchè i cani non scavassero il cadavere per divorarlo. Nelle notti insonni ella dovette maturare il pensiero terribile; e una notte che Bizzarro dormiva prese il fucile e lo uccise. Poi gli recise la testa, la mise nel grembiale e si recò al comune vicino per chiedere il danaro promesso a chi avrebbe dato morte al brigante.