«La voce poi mostrò una fede nuova. Un uomo la scrisse.

«In nome di Dio e pel bene dell'umanità le nazioni si uniscono in un patto di difesa, di soccorso, di fratellanza.

«Piace la nostra fede?

«Sì, risposero quegli uomini e primi posero le basi della Confederazione i Polacchi, gli Italiani, i Tedeschi; là, in vista del Rütli dove tre uomini avean posto le basi della Confederazione Elvetica.»

La Giovine Europa è costituita.

Comprese il Mazzini essere allora un sogno l'azione immediata: la fallita sollevazione del Piemonte, la spedizione di Savoia l'avevano duramente ammaestrato. Bisognava diffondere le idee della Giovine Europa. Cacciato dalla Svizzera co' suoi amici si rifugia a Londra.

È il gennaio del 1837.

La tempesta del dubbio lo assale. Quella fede che l'aveva mantenuto dalla spedizione di Savoia in poi cominciò a essere scossa; l'anima sua fu prostrata in un senso di profonda disperazione.

Le anime una volta affezionate, si ritrassero da lui; alcuni lo sospettarono d'ambizione.

«Udite (scrive disperato alla madre di Ruffini), mia seconda madre, mia prima amica, madre mia d'amore: udite ciò ch'io vi dico, giurando per ciò che abbiamo tutti e due di più sacro, la memoria di un morto: io amo i figli vostri come io li amava quando vi eravamo vicini: li amerò finchè io viva riamato o no, perchè non è in me cessare di amarli; ogniqualvolta ho temuto mutato per me il loro core, ho pianto, letteralmente pianto e non piango per altre cause, ho pianto anche davanti a loro!...»