Ora che si comincia meglio a conoscere l'animo del Mazzini, per le lettere alla madre di Ruffini, al Ruffini, al Melegari, al Mayer, al Rosales, si vede qual martirio fosse il suo.

Non parlo delle miserie con cui visse in Londra nutrendosi di poche patate, tormentato dagli usurai, vendendo i suoi abiti, vivendo in una misera stanza e stendendo a mala pena sul lettuccio le edizioni dantesche, torturandosi per non poter finire la Vita di Foscolo promessa a Giulio Foscolo e alla Magiotti; eran prove che varcava sorridendo: ma ben altro martirio ei provò, quel martirio a cui pochi son preparati. Il martirio del corpo è nulla di fronte a quello dell'anima, la delusione! Le amicizie che credeva avrebbero durato eterne, svanirono come i sogni del mattino.... il suo pensiero, l'opera sua eran fraintesi....

«Se talora (scrive al Mayer), le mie parole hanno amarezza, pensate che ho l'anima ben più amara, che sono povero, che non ho un amico che non mi abbia tradito e che amo come pochi amano i miei fratelli e non li stimo; credo più fortemente che voi non credete nell'Evangelio, nella via che ho scelto, e vedo i migliori, quelli ne' quali io fidava pel trionfo dell'idea scostarsene sempre più.»

E quest'uomo calunniato, perseguitato, dipinto come una specie d'Omar italiano, sanguinario, senza cuore, nemico d'ogni istruzione, che affilava nell'ombre pugnali omicidi, fanatico della forza brutale, a Londra insegnava a leggere e a scrivere la storia patria a molti italiani che disonoravano l'Italia con l'ignoranza, l'accattonaggio, le coltellate. Osteggiato dai preti della Cappella Sarda, lottava aiutato da Filippo e Scipione Pistrucci, da Luigi Bucalossi, poveri ed esuli anch'essi. In mezzo a que' fanciulli che dall'Italia andavano nella capitale britanna a suonare l'organino e a vendere i gessi, egli risentiva la patria co' suoi dolori, le sue miserie, la sua abiezione. Nominava ad essi l'Italia di cui non conoscevano il nome.

Ed era povero ed esule! Fra i tanti bisogni d'Italia, aveva compreso quello d'istruire gl'Italiani fuori della patria. E la patria, allora, non c'era! Oggi gli Italiani redenti dimenticano i loro fratelli sparsi per tutto il mondo, spinti dalla miseria lungi dalla patria, e che offrono miserando spettacolo di loro. La Dante Alighieri, testè istituita, fa bene sperare di sè; ma intanto non arriva che a raccogliere, a stento, poche migliaia di lire!

Ed ora vediamo un altro lato del Mazzini.

C'è stata per un tempo una specie di leggenda che ce lo rappresenta come un uomo che non abbia mai conosciuto l'amore; la leggenda è sfatata.

Fu detto pure che il suo primo amore sia stato per donna Eleonora Curlo madre de' Ruffini; ma è un amore filiale, passionato sì, come passionato è sempre Mazzini ne' suoi sentimenti; è un amor filiale che ha qualche cosa di mistico e che va sempre più esaltandosi. Il Mazzini

Nel primo giovanil tumulto

Di contenti, d'angosce e di desio