Il nuovo si apriva con grandi sistemi metafisici: col panteismo idealistico del Fichte e dello Schelling in Germania, cui terrà dietro il panteismo hegeliano e un ritorno alla filosofia dello Spinoza. In Francia Augusto Comte, dopo aver creato la filosofia positiva, stabiliti i tre periodi teologico, metafisico e positivo, aveva finito col creare una nuova religione: l'essere supremo era l'Umanità. Il sensismo era combattuto da Royer Collard, Jouffroy, Maine de Biran poi da Vittorio Cousin, non estraneo all'idealismo panteistico delle scuole tedesche. E accanto a Vittorio Cousin, l'abate Lamennais che, senz'avvedersene, s'avvicinava alla filosofia dello Schelling. Il Lamennais colle Parole d'un credente aveva rotto colla Chiesa di Roma; e poi aveva dato col Saggio d'una nuova filosofia una vasta sintesi filosofica, la più vasta che in questo secolo abbia avuto la Francia.
In Inghilterra l'Hamilton si faceva notare pel suo Criticismo religioso; Geremia Bentham trionfava colla sua filosofia utilitaria: la Deontologia era divenuta il nuovo codice morale.
Herder, fra i Tedeschi, letterato anche nelle sue opere teologiche e metafisiche, credente, ispiravasi all'alto concetto dell'Umanità, imagine di Dio sulla terra; nell'opera sua Idee sulla filosofia dell'umanità, apparisce come un continuatore di G. B. Vico, vede un miglioramento degli uomini; vede cadere il regno della forza, predice la caduta degli stati fondati sulle conquiste guerriera e religiosa; la riunione per mezzo del Cristianesimo di tutti i popoli in uno solo!
Tutti questi sistemi, specie i panteisti, ebbero influenza sul Mazzini, che apertamente però dichiara di non essere panteista; ma più spiccatamente egli discende dall'Herder e dal Lamennais.
Avversario del Materialismo, sotto tutte le forme esso si presenti, è lontano da un Idealismo eccessivo. Ammette un solo Dio, autore di quanto esiste, del quale il nostro mondo è raggio: la sua legge si manifesta obbiettivamente, nel doppio ordine della natura e della storia dell'umanità; subbiettivamente alla coscienza dell'uomo. E l'uomo, dotato d'intelletto, di volontà, di libertà, può scoprire la legge della vita, conformare gli atti propri all'interpretazione e allo svolgimento della medesima nel seno dell'umanità. L'umanità forma una personalità collettiva che ammaestra e dirige, sotto gli auspicii di Dio, l'opera de' singoli individui e de' popoli, educandoli all'adempimento dei doveri.
Non è panteista: basterebbe per escluderlo l'affermazione del libero arbitrio e la distinzione della personalità umana dal mondo esteriore.
Non deista alla maniera del Wolf e del Lessing, perchè ammette una forma di provvidenza che regola il mondo.
E neppure può dirsi mistico.
La vita per lui non è contemplazione, la vita è missione, è dovere! Pensiero e azione! è la sua formula solenne.
Lo stile biblico delle sue scritture, il potente sentimento religioso, la fede profonda nell'immortalità hanno potuto farlo classificare fra i mistici.