Vedeva una filosofia che avrebbe considerato ogni religione di pietà come degradatrice della stirpe europea e ostacolo alla produzione di uomini superiori, alla evoluzione dell'umanità verso l'Uebermensch, il superuomo; una filosofia che avrebbe combattute le tendenze democratiche, che avrebbe detto: la felicità dell'uomo ha nome «io voglio», quella della donna «egli vuole!»

Per questa filosofia ch'ei vedeva sorgere, la democrazia, suo ideale, diveniva una forma degenerata dello stato; la religione della pietà, una morale da malati; Dio, la verità, il dovere, spariti: l'avvenire dell'umanità posta nel superuomo, nell'ineguaglianza necessaria degli uomini, avente da un lato una casta co' suoi privilegî, i suoi diritti, dall'altro un'altra casta inferiore che deve mantenere le caste superiori e obbedire, conducente una esistenza semi-animale che ha per conforto la Fede e la schiavitù. E al di sopra la casta de' difensori dell'ordine, de' guerrieri, e alla loro testa il Re! E più in alto i savi, i padroni per cui è fatta la morale dell'Uebermensch, di questo Uebermensch che crea la sua morale, la sua verità.

Questa filosofia, invece di affratellare i popoli avrebbe inneggiato alla guerra e veduto con gioia le Nazioni insanguinarsi per l'egemonia del mondo!

Filosofia, che si compendia, nell'also sprach Zarathustra, di Federico Nietzsche il filosofo oggi più letto e studiato dopo Arturo Schopenhauer e Eduard Hartmann, a cui crede ispirarsi una letteratura di moda, che pel momento ha i suoi sacerdoti e i suoi ammiratori.

Quando il Mazzini morì, il Nietzsche non aveva scritto le opere sue maggiori e non era noto che come filologo; ma la tendenza egli l'aveva presentita, temuta e s'era affrettato a combatterla.

E di fronte a questa tendenza individualista e a quella socialista, oppose sempre i doveri degli uomini che sono il riassunto di tutto il suo apostolato religioso, morale, politico, economico. C'è in una forma calda, vibrata, apocalittica, tutta una serie di dottrine da contrapporre alla morale eudemonistica, al Machiavellismo, al Bentamismo, all'opportunismo, alla separazione della morale dalla politica, al socialismo, tutto un sistema da opporre a' libri di Nietzsche e dell'Engels.

Il grande utopista avrà ragione anche nelle sue altre concezioni come ebbe ragione in quella che fu detta Utopia dell'Unità d'Italia? Verrà un giorno un altro Carlyle a proclamare che quell'utopista aveva ragione, che «la sua utopia si è trasformata in una grande e potente realtà?»

Questo l'avvenire deciderà. Il secolo che volge al tramonto lascerà in eredità al futuro molti problemi; e più grandi di tutti, i problemi sociali.

Mente vasta e comprensiva, il Mazzini s'accorse che il vizio de' sistemi stava nel vedere un solo lato del problema umano, una sola faccia del poligono.

La dottrina de' diritti individuali chiudeva un periodo storico; ma era insufficiente e monca. Le classi medie avevano colla Rivoluzione inglese e la Rivoluzione francese, combattuto pe' diritti: conquistati questi, avevan posato, e le moltitudini eran rimaste escluse da' frutti della conquista.