CONFERENZA
DI
GUIDO MAZZONI.
Signore e Signori,
Qualche anno fa, nel chiudere una di queste letture fiorentine nelle quali vo ormai militando da veterano, ebbi a citare tra le poche liriche vivaci del secolo XVI la Canzone in laude dei Venzonesi. Concedetemi che di quella chiusa io faccia il principio alla lettura d'oggi.
Nel 1509 i Tedeschi sboccano dalla Pontebba in Italia: i nobili veneziani abbandonano il varco che loro è stato commesso per le difese; ma vi accorre un dottore di Venzone con quaranta de' suoi concittadini; e costoro sorreggono le scorate milizie di San Marco, per tre giorni combattono, aiutati di munizioni da una gentildonna che fonde a ciò le scodelle di stagno e con rischio di vita le reca ella stessa nella battaglia, e ricacciano gl'invasori.
Eran gionti al stretto passo
Nove milia e più Germani:
Avean preso il monte i cani!:
Ma cacciati fôro al basso
Da quaranta di Venzone.
Su su su, Venzon, Venzone!