Per farne bello il ciel da te disgiunse:
Quella, non tu, che novo ardor vitale
In rana ignuda a disvelar pur giunse,
Quand'una ed altra man con vanto eguale
Il conduttor metallo e i nervi punse.
Nè a te, Signor, questa fedel consorte
Tacque l'ignoto arcan per cui tuo nome
Oltre l'italo suolo altero vassi.
Oh se vedessi di sì bella sorte
Com'ella esulta dolcemente, e come