Gli è, signori, che nelle rivoluzioni del popolo come nelle manifestazioni del genio, vi sono forme ed aspetti diversi. Come v'è la mente che svolge ciò che altri prepararono e v'è il genio che appare solitario e improvviso, così v'è la insurrezione apparecchiata con ordinamento preconcetto e voluto, e v'è la ribellione repentina e impulsiva, che nulla continua, che rifà tutto.

Sono queste, di solito, le rivoluzioni dei popoli miti, tanto più terribili quanto più lunga e pecorile fu la pazienza; come più tremenda scoppia a un dato momento la collera nelle indoli tranquille, riposate, serene, che nelle nature per abito risentite, violenti, subitanee.

Sono queste le rivoluzioni che, anche se vinte e domate, preparano e maturano l'avvenire e rigenerano i popoli neghittosi, togliendoli a una torpida pace. Così il navigante fra le bonacce insidiose dell'Oceano invoca qualche volta la bufera che potrà sospingerlo ad un porto.

La palude morta avea infuso nelle vene di Venezia la febbre violenta della libertà, e al popolo insorto i dominatori sgomenti non seppero rifiutare la istituzione della milizia cittadina.

Era la fiamma antica che riaccendeva il popolo di Lepanto e di Candia? O il soffio del disinganno non avrebbe tardato a sterilire le vive speranze? A chi manifestava il dubbio che il popolo veneziano fosse incapace d'ogni nuova grandezza, il Manin rispondeva:

— Voi no 'l conoscete: io lo conosco; è il mio solo merito: vedrete. —

Ne s'ingannò.

II Manin diede impulso e direzione al movimento disordinato dapprima, come in tutte le insurrezioni.

Contrastare alle rivolte di popolo è temerario e vano, ma ad un'anima gagliarda spetta di solito provvedere, affinchè procedano ordinate ed utili e non sieno macchiate da delitti e da vergogne.

Anche gl'inizi della veneta rivolta furono contaminati da un delitto, ma le passioni popolari trascorrenti agli eccessi, furono subito contenute e frenate da un uomo, che avea tutte le doti per reggere onestamente ed utilmente il potere.