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La leggenda dei quaranta normanni, che sbarcati in Salerno conquistarono il reame di Napoli in pochi giorni, non è così inverosimile se a tanti secoli di distanza furono possibili tentativi come quelli di Ruffo e di Garibaldi.

Garibaldi che con pochi uomini sbarca in Sicilia e traversa quasi senza colpo ferire, fino al Volturno, un regno che avea centomila soldati, pare quasi una leggenda: una leggenda cui non crederemmo se non ne avessimo conosciuti gli attori.

Ebbene, il fenomeno della spedizione dei mille va studiato in rapporto a tutta la storia del passato. Spedizioni come quella dei mille per la libertà o per la reazione, per la unità o la difesa del vecchio regime, tante se ne son tentate!

In 61 anni, cioè, dal 1799 al 1860, dal cardinal Ruffo a Garibaldi gli eroi i quali hanno con pochissimi audaci tentato nel Mezzogiorno imprese cui la ragione si ribella, sono stati tanti!

Noi non ammiriamo che i vincitori; anzi noi non vediamo che il successo finale. Se Pisacane fosse riescito qualche anno prima e non avesse lasciato la vita ai piedi del colle di Sanza, noi lo glorificheremmo ora sì come Garibaldi.

Se i due fratelli Bandiera nel tentativo quasi folle per sublime eroismo, non fossero stati trattenuti nella triste terra di Calabria, poco dopo lo sbarco, i loro nomi sarebbero passati alla storia circondati di ben'altra aureola che quella del martirio infelice.

Dal tentativo che un cardinale di Santa Chiesa, Fabrizio Ruffo, fece con successo completo di ridare al suo re tutto un regno da cui era fuggito, e di ridarglielo scendendo in lotta con pochi uomini, fino al tentativo di Garibaldi è una serie di tentativi eroici: di cui assai lungo sarebbe il dire, se non bastasse ricordare le sedizioni di Morelli e Silviati, e le spedizioni dei Bandiera e di Pisacane.

In fondo, l'itinerario di Ruffo è stato la guida per i tentativi posteriori.

Nel 1799 il re Ferdinando I era dovuto fuggire in Sicilia (la fuga fu poi per la sua famiglia quasi una istituzione) e lasciare Napoli a piccolo esercito francese. La repubblica partenopea era stata proclamata, e il re, perduto lo Stato continentale, si era ricoverato nella Sicilia.