Sbarcato sul lido di Calabria in febbraio del 1799 il cardinale, che avea con sè pochi familiari e qualche prete, giunse ai primi di giugno sotto le mura di Napoli. In cinque mesi egli riconquistò a Ferdinando I un regno. Il suo viaggio fu presso a poco quello che per causa opposta sessant'anni dopo compì Garibaldi. Tranne che il cardinale Ruffo, per conquistare anche le Puglie descrisse nel suo viaggio un grande arco di cerchio prima di giungere a Napoli. Fu accolto, dice il Colletta, con pazza gioja dalla plebe. E perchè fu accolto? Dovea egli anche nel male avere l'eroismo che trascina. Coloro che lo seguivano erano spesso predoni di campagna e ladroni crudeli. Ma chi, mettendosi a compiere un'impresa quasi disperata, può scegliere i compagni? Furono crudeli? e non furono a Sansevero e Gragnano crudeli anche i francesi? Il generale Vatrin non fu egli peggiore? Se l'espressione lotta di classe va usata a proposito una volta, è nell'avventura del cardinale Ruffo: egli si servì veramente dell'odio fra le plebi rurali e la borghesia, per riconquistare il trono al re; egli calcolò appunto su quel dissidio per riescire.
Poche cose sono più straordinarie di vedere un chierico con poche turbe raccogliticce fare ciò che un esercito intero non aveva saputo.
Che importa se egli operò per una causa che non è la nostra? che importa se egli rese possibile la reazione più crudele? Egli fu un eroe, perchè compì atto di straordinaria audacia, avventura quasi inverosimile per la causa in cui credeva.
Dall'avventura di Ruffo, che fu il trionfo della reazione, alla riescita della spedizione dei mille di Garibaldi, che fu il trionfo più grande per la unità, intercedono 61 anni. In questo breve tempo, quante volte la spedizione di Ruffo esaltò le menti dei liberali!
Perchè ciò che un prete non avea fatto per la causa dei Borboni non si potea ripetere contro di essi? Perchè diffuse le file di una cospirazione non bastavano pochi uomini audaci a rovesciare il trono borbonico?
Le menti degli esuli nelle veglie ardenti quante volte sognarono di seguire il piano di Ruffo per una causa opposta!
Qualche volta come nel 1820 non fu nemmeno necessario uno sbarco; furono pochi ufficiali che tentarono una rivolta e che produssero, sia pure per breve tempo, mutamenti negli ordini costituzionali.
Ma la spedizione di Ruffo rimase la mèta e il sogno. Poterla ripetere per la causa liberale! potere arditamente rifare per la libertà il viaggio trionfale del prelato reazionario!
L'Italia meridionale è stata e sarà sempre la zona più adatta ai rivolgimenti improvvisi. Nel nostro secolo se le guerre con lo straniero sono state combattute nella valle del Po, tutti i tentativi rivoluzionari o quasi tutti sono cominciati nell'Italia meridionale.
Questa terra, che ha più coste litoranee di tutto il resto d'Italia, che misura una lunghezza assai grande e non permette concentramenti facili, rende possibili i colpi di mano improvvisi.