Nella valle di San Giovanni in Fiore — paese già sacro alla leggenda religiosa — circuiti dai soldati del re, dopo disperata lotta in cui parecchi morirono, dovettero arrendersi.

Un mese dopo, i due fratelli Bandiera furono fucilati, il 25 luglio, in quella stessa terra da cui avevano sperato partisse il segnale della rivolta.

Ma nessuna morte fu più compianta della loro. Erano giovani, ricchi, di alto casato: aveano rinunziato con serenità superumana a tutte le gioie della vita. Aveano tutte le qualità per destare negli animi il compianto, e la loro morte fu una delle cose che più nocquero a Ferdinando II. Ma non fu vana morte: Alessandro Poerio cantava:

Bevve la terra italica

Del vostro sangue l'onda,

E piova più feconda

Giammai non penetrò.

La loro tomba sarebbe diventata luogo di pellegrinaggio, se parecchi anni dopo un generale crudelissimo non avesse fatto con scellerata e sacrilega idea profanare il nobile sepolcro, e non avesse fatto confondere le ossa dei due martiri con quelle dei malfattori comuni.

Che importa! vi è qualche cosa che non si uccide, vi è qualche cosa che non può essere profanata da alcuno; che non ha da temere di nulla; ed è il ricordo della bontà eroica, della grandezza infelice.

Quello dei Bandiera era un tentativo che non potea riescire: poichè si basava sopra cose che non erano. Pure nessun tentativo è circondato di tanta poesia come questo: per il fatto stesso ch'era irrealizzabile, per la ingenuità con cui fu compiuto.