Che de le molli deità marine
L'orme attenda odorosa? Essa è di venti
Oblïate cittadi il cimitero;
È la palude, che dal Ponto ha nome.
Sì placida s'allunga e da sì dense
Famiglie di vivaci erbe sorrisa,
Che ti pare una Tempe, a cui sol manchi
Il venturoso abitatore. E pure
Tra i solchi rei de la Saturnia terra
Cresce perenne una virtù funesta