Ma l'opera d'arte deve essere il prodotto genuino dell'ispirazione, il frutto vergine del genio.

Guai se l'artista si lascia vincere dallo scrupolo della teorica! L'opera sua non sarà più sincera. Il caldo paesaggio meridionale si cambierà in nordica e gelata regione.

In arte, il genio è sole e la scienza è neve.

Al solo ricordo del successo immenso, incredibile, che la Battaglia di Legnano ebbe presso il pubblico di Roma, è facile immaginare con quale foga d'entusiasmo Verdi abbia compiuto l'opera sua.

Si sapeva che l'opera aveva un soggetto patrio, d'indole guelfa; ed in quel momento di fermento politico non si domandava di meglio. Gli uomini si recarono al teatro con la coccarda tricolore sul petto, mentre le signore distendevano sui davanzali dei palchetti sciarpe e nastri tricolori.

Fu un delirio! Si gridava insieme Viva Verdi! e Viva l'Italia! E tutti i cuori ebbero insieme ed ugualmente il ravvivamento delle speranze, il rigoglio dell'ardore, il presentimento della patria redenta.

Verdi esultava già di quei pensieri quando scriveva l'opera.

Ma la generazione d'oggi non conosce la Battaglia di Legnano; e non la stima, perchè legge nei libri che fu un'opera d'occasione, d'attualità; e che soltanto il soggetto e la nota politica le diedero unanimità di suffragi ed apparenza di trionfo, [come dice Anton Giulio Barrili]; e che il successo del primo momento fu dovuto anzitutto alla sovraeccitazione degli animi come stampa il Pougin; e che simile musica certo ha ben poco o nulla da vedere coll'arte, come scrive Gino Monaldi.

Certo, se oggi si parla d'occasione, si pensa subito all'inno scritto per l'inaugurazione di una qualsiasi esposizione di oggetti di guttaperca, e se si parla di attualità, si corre colla mente alle mazurke dedicate alla polvere dentifricia o al perfetto smacchiatore.

Ma allora, nel 1849, l'occasione e l'attualità rappresentavano qualche cosa di ben differente. E Verdi non era stato invitato a scrivere la sua opera da nessuna commissione di futuri cavalieri o commendatori. Aveva spontaneamente dato alla patria l'opera del suo genio e della sua anima.