Egli lasciò dietro di sè un gran fardello di poemi lirici ed eroici, commedie, tragedie sacre e profane, tragicommedie, pastorali, sonetti, dialoghi, visioni; e se per essere un gran poeta gli mancaron parecchi numeri, non fu di sicuro uno di questi il numero delle produzioni. Qualcosa però gli sopravvisse; e attira ancora su di sè gli occhi curiosi degli eruditi e dei dilettanti quella sacra rappresentazione l'Adamo, che par certo servisse di scenario al Paradiso Perduto. “Il y a souvent„, dice il Voltaire, “dans des choses où tout paraît ridicule au vulgaire, un coin de grandeur qui ne se fait apercevoir qu'aux hommes de génie„; e Milton “découvrit, à travers l'absurditè de l'ouvrage, la sublimitó cachée du sujet„.
X.
La Commedia dell'arte nè fu un monopolio degli Andreini nè finì con essi. Ed io dovrei parlarvi di comici insigni come i Riccoboni, i Fiorillo, Domenico Biancolelli, Tommaso Visentino detto Tommasino, Carlo Bertinazzi detto Carlino; di donne celebri come la Maria Malloni detta Celia, di cui il Marino:
Celia s'appella, e ben del Ciel nel volto
Porta la luce e la beltà Celeste;
Ed oltre ancor, chè come il Cielo è bella
E ha l'armonia del Ciel nella favella,
e la Flaminia Riccoboni e l'Aurelia Bianchi; di dilettanti come Salvator Rosa che, diceva il Lippi,
pittor, passa chiunque tele imbiacca,
Tratta d'ogni scïenza ut ex professo,