Schopenhauer ha sentenziato che le donne non sono fatte per le arti belle. — Lasciando dire a posta sua quel filosofo pessimista (o pessimo filosofo, come lo qualificano i suoi contradditori) io sto coll'universale a credere che le facoltà estetiche della donna, non sono in nulla e per nulla minori di quelle dell'uomo.

Venendo alla musica, arte dei sentimenti e degli affetti, come potran dirsi disadatte le donne, cui i sentimenti e gli affetti sono la vita?!

Educata alla scuola del padre (Giulio, l'autore della Euridice), la Caccini fu una esimia cantatrice; la migliore anzi del suo tempo, se stiamo a ciò che ne scrisse il Doni.

Di lei, come compositrice, oltre le opere teatrali, abbiamo un Primo libro delle musiche ad una e a due voci, pubblicato in Firenze nel 1618.

Nella Liberazione di Ruggero, la Caccini vince il padre così pel sentimento drammatico, come per la strumentazione evidentemente modellata su quella del Monteverdi. Ma del padre non ha nè la ricchezza armonica nè le grazie del canto. Come nelle opere del padre e del Monteverdi, anche nella Liberazione di Ruggero abbondano i Recitativi; ma fra questi e fra i cori, v'han tratti misurati e cantabili singolarmente pregevoli.

Più si procede, stretti alla cronologia, nell'esame delle opere scritte nel seicento, e più la linea melodica acquista in ampiezza, in vaghezza e, sopratutto, in espressione.

Di questi pregi fanno specialmente fede: l'Erminia sul Giordano di Michelangelo Rossi; la Catena d'Adone di Virgilio Mazzocchi; — e più specialmente ancora il S. Alessio di Stefano Landi, scritto su libretto del cardinale Barberini, poi papa Urbano VIII.

“Il S. Alessio (stampò l'abate Baini) è l'opera più drammatica e più sentimentale ch'io abbia veduto di que' tempi, sia per le sinfonie, sia per l'accompagnamento degli strumenti uniti alle voci, sia anche per gli a solo, pei duetti, pei terzetti, e pei cori!„

A questo giudizio (giudiziosissimo) del Baini, può aggiungersi che nel S. Alessio sono frequenti i modi di recitativo che preludono ai recitativi obbligati dello Scarlatti, e le pagine, quali così espressive e quali così briose, che si direbbero scritte, cent'anni dopo, dal Pergolesi e dal Cimarosa.

S'aggiunga ancora (ad accrescerne il valore e la importanza storica) che il S. Alessio è evidentemente condotto col proposito d'improntare nella melodia il carattere de' personaggi; tanto che nella parte di Satana v'han tratti che ricordano il Beltramo del Roberto il Diavolo.