Le feste più clamorose del secolo ebbero occasione dalla liberazione di Vienna, e dalla presa di Buda e di Belgrado; eco carnevalesca di avvenimenti gloriosi. Fu bruciato un fantoccio rappresentante il Bassà; e Stefanaccio, un buffone grottesco famoso tra la plebe, vestito da Bassà, cavalcò per le vie sopra un somaro fra risa e chiasso d'inferno. Quell'entusiasmo religioso andò da ultimo a sfogarsi sopra gli ebrei, con furore brutale d'uccisioni e d'incendi. Convien dirlo: un editto fu emanato perchè non si molestassero, e i frati corsero in Ghetto a frenare l'eccidio.
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E le cronache ci parlano pure quasi ad ogni pagina d'una vera malattia di quel secolo, le questioni d'etichetta e di precedenza. Dagli ambasciatori, dagli alti uffici dello Stato quel contagio si estende agli uffici più umili, alle più modeste corporazioni. Vogliono tutti la precedenza; onde questioni interminabili, e non di rado risse e sangue. Per le contese fra le confraternite spesso non era neppur possibile di fare le processioni.
Ed altra materia di quotidiani discorsi, di delitti e di disordine, era quella delle franchigie, massime degli ambasciatori; i quali pretendevano che non solo i loro palazzi, ma anche una zona intorno ad essi fosse immune dalla giurisdizione del Governo papale. Invano, fin dal secolo precedente, parecchi papi, e principalmente Sisto V, ne avevano dichiarato l'abolizione; che se si riuscì ad abolirla pei palazzi dei cardinali, non così per quelli degli ambasciatori. Ivi i ribaldi e i malviventi trovavano asilo e protezione, beffandosi dell'autorità pontificia; e i soldati degli ambasciatori, specialmente quelli di Francia, giunsero a tanta audacia da assalire e pigliar prigionieri i birri e soldati del papa che passassero nelle vicinanze dell'Ambasciata.
La rissa dei Francesi coi soldati Corsi a servizio del papa fu un degli avvenimenti più famosi di quel secolo. Un de' Francesi restò morto, parecchi feriti. L'ambasciatore Créqui partì da Roma, e la Francia volle soddisfazione. Rade volte un Governo si piegò a tanta umiliazione, a quanta Alessandro VII nella convenzione di Pisa. Fra le altre condizioni, ci fu quella che il papa licenziasse la Guardia dei Corsi, che aveva quartiere presso la Trinità de' Pellegrini; e avanti al quartiere fu eretta nel 1664 una piramide con una iscrizione, la quale diceva che, in esecrazione dell'abbominevole delitto contro l'ambasciatore di Francia, la nazione dei Corsi era dichiarata inabile e incapace a servire la Sede apostolica. Quel monumento di vergogna, fu poi fatto demolire dal papa Altieri.
Un altro effetto curioso, per non dir peggio, delle franchigie, era questo: che quando una nazione avesse bisogno di levar soldati, faceva pigliare a forza i giovani che passassero nelle vicinanze dell'ambasciata. Nel settembre del 1677 gli Spagnoli davano la caccia ai passanti in piazza di Spagna; onde si cantava ad alta voce per Roma:
Hai inteso? hai inteso?
Non passare a piazza di Spagna che sarai preso.
Ma in seguito di ciò, il papa fu costretto a mandar fuori un bando che minacciava dieci anni di galera a chi dicesse motti contro chicchessia. Più tardi, nel 1690, i Veneziani pigliavano tutti gli atti alle armi che passassero avanti al palazzo di Venezia; onde nacque tal tumulto di popolo che si dovè smettere.
Del resto, gli stranieri che si conducevano a Roma, ci narrano che la vita vi era tranquilla e piacevole, e le notti risuonavano di viole e di canti. Non infrequente il delitto per vendetta o per altri fini perversi, ma non per furto; onde il forastiero passeggiava tranquillo. Ma nelle Sedi vacanti, sospesa l'autorità del Governo, allora le vendette covate, allora i torvi disegni uscivano al sole. Nel Conclave del 1691, da cui uscì papa il Pignatelli, un cronista nota con tutta indifferenza, in data 16 maggio: “Dal 1.º febbraio ch'è sede vacante, di ammazzati per la città di giorno e di notte, n.º 180.„ Questi 180 ammazzati vanno divisi, per circa cento giorni, sopra una popolazione di circa centotrentamila abitanti.